Benvenuti nel forum di Northek

Home  Search  Registrati  Login  Lista membri Blogs Post recenti
»Forums Index »Tutte le novità e le richieste sui prodotti NortheK »FORUM DI DISCUSSIONE PER L'ASSISTENZA SUI PRODOTTI NORTHEK »Sull'uso dei micrometri di collimazione.
Author Topic: Sull'uso dei micrometri di collimazione. (5 messages, Page 1 of 1)

maxproject
Posts: 3260
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jun 14, 2018 11:02 AM          Msg. 1 of 5
Dopo molti anni in cui abbiamo implementato (primi ed unici....) questo sistema meccanico per la regolazione della collimazione, notiamo che coloro che non hanno potuto usufruire di un incontro presso di noi per capire (l'elementare) funzionamento del sistema, faticano a collimare e soprattutto sono convinti che lo strumento sia incollimabile (e questo lo dicono anche alcuni concorrenti, non avendo capito loro medesimi il concetto meccanico).

Ne consegue che è forse il caso di riprendere il filo di lunghi ragionamenti fatti negli anni scorsi.

Andrea Maniero che testa i nostri sistemi da anni, potrà contribuire con la propria esperienza sul campo.

Domani inizieremo un w.end astronomico in quota, e poi andremo avanti a postare , chiedendo a chi non sono chiari alcuni concetti, di esprimersi in modo da rendere il nostro lavoro il più chiaro possibile. E soprattutto il più immediato da comprendere.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
Posts: 3260
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jun 14, 2018 11:18 AM          Msg. 2 of 5
I piu' frequenti commenti o le reazioni più comuni sono:

1) i micrometri non si toccano perchè poi non si mettono più a posto (nel caso: perchè li avremmo messi?);
2) il micrometro svolge la funzione della vite che spinge e quindi gli altri devono tirare (avremmo messo le due viti standard come nel DK 230);
3) si puo' rompere qualcosa nei meccanismi di funzinamento;
4) se lo scollimo tanto non li ricollimo più.

Detto questo, occorre risalire alle origini del progetto che è entrato con molta fatica nella impostazione degli astrofili, chi lo ha capito ne è molto felice, chi non lo ha capito lo vede in modo molto ostico.

Il micrometro nasce dalla confermata e assodata verifica che gran parte dello scarso rendimento dei telescopi amatoriali è dovuto alla collimazione (poi segue intubazione da giocattolo, messe a fuoco sbilenche, ecc). In argomenti tecnici c'è parecchio materiale........

Dunque, o si costruisce un telescopio incollato (non è ovviamente possibile) o si usano due viti da 20 cent per la regolazione (con tutti i problemi del caso e la dimostrata impraticabilità di performaces durabili), o si studia qualcosa di alternativo.

Oggi alcuni colleghi hanno copiato sgangheratamente l'idea (manopolina graduata su vite caricata con molla), cioè nel modo peggiore che era possibile inventare. Tralasciamo la pochezza di questa fine ingegnerizzazione, perchè poi molti clienti (non nostri ) sono pure convinti di aver acquistato una fine realizzazione tecnica, ci dovranno poi spiegare come performano determinati schemi, pure in planetario, con la distruzione del fronte d'onda (sempre colpa del seeing), con slittamenti laterali del sistema e con carichi asimmetrici sul piatto porta specchio. Ma l'importante è che l'ottica sia labda/44000 e costi poco.

Con questo ragionamento ci ponemmo 10 anni fa il tema di costruire un sistema indistruttibile (assolutamente), facile da usare ed estremamente preciso. Siamo dunque arrivati al progetto dei micrometri su cuscinetto assiale e snodo in testa. In tale modo il piatto del primario (o lo shift del secondario) può essere mosso anche solo di 0,02 mm senza alcuna forza e senza alcun carico, escludendo giochi e dondolamenti di qualunque genere.

L'idea è elementare dal punto di vista meccanico, meno nella sua realizzazione pratica (ma questo è un problema nostro, non del cliente), ed ha una grande funzionalità pratica anche dopo anni di uso. Andrea e gli altri clienti se lo vogliono, lo possono confermare senza dubbio. Leggendo in questo forum ci sono anche dei resoconti molto positivi.

Dall'altra parte questo ha un costo. Non enorme ma sensibile. Ma la domanda è sempre la stessa: voglio un grande telescopio che va come vuole o un telescopio che funziona sempre e bene? Noi siamo partigiani della seconda spiegazioni, gli altri possono pensarla come vogliono.

Quando poi vediamo cloni miserrimi venduti a 1000 euro meno di un NortheK, cade anche la prima parte del ragionamento.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
Posts: 3260
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jun 14, 2018 11:28 AM          Msg. 3 of 5
Qua se ne parla un pochino:

http://www.northek.it/forum2/index.cfm?page=topic&topicID=502

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
Posts: 3260
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jun 15, 2018 12:34 PM          Msg. 4 of 5
Dunque analizziamo come è costruito un sistema a micrometro per l'avanzamento o l'arretramento di un punto meccanico.



Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
Posts: 3260
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jun 15, 2018 12:45 PM          Msg. 5 of 5
In alto abbiamo uno snodo sferico, in questo caso in tecnopolimero collaudato per uso in situazioni molto gravose e usato anche nei telescopi professionali. In questo snodo la dilatazione termica si azzera e i movimenti rimangono sempre adeguati alla precisione richiesta. Lo snodo medesimo si applica con 4 viti radiali alla piastra del primario.

Sotto (scendiamo verso il basso) sporge un pezzo dell'alberino in acciaio rettificato che entra nel supporto a T, costituito da uno scafo metallico con all'interno un cuscinetto assiale (cioè permette lo scorrimento avandi e indietro del perno mantenendolo al centro.

Sotto ancora ecco lo scafo del micrometro. E' in acciaio ad alta resistenza, impermeabile e di estrema precisione.
Dentro questo scafo c'è il perno in acciaio che avanza o indietreggia a seconda della direzione verso la quale giriamo la manopola.

Noteremo che:
la precisione dell'avanzamento (o arretramento) puo' arrivare a 0,02 mm, che la manopola ha una sua rigidezza che qui non possiamo mostrare, ma che IMPEDISCE rotazioni casuali e inopportune, che tutti i movimenti sono su cuscinetto, che tutto viene tenuto perfettamente in asse (il che - per chi non lo vuol capire - si trasforma in movimento fluido e senza impuntamenti di sorta, altrimenti lo 0,02 è un po' come il lambda44000).

Sotto la manopolina nera c'è un tappo rimovibile, dove con apposita chiave si regola ULTERIORMENTE il gioco e la finezza del movimento di rotazione.

Ecco spiegato, anche per i nostri concorrenti, come è fatto un sistema micrometri, non resta che copiarlo (bene, mi raccomando) e farlo funzionare.

Nel momento in cui fissiamo la piastra dello snodo al piatto dello specchio, saremo in grado di farlo avanzare di pochissimo (o indietreggiare) e di raggiungere una collimazione assoluta (che con le viti non si raggiunge MAI), POSTO CHE ANCHE TUTTO IL RESTO SIA FATTO DI CONSEGUENZA.

Nella classe 300-350-460 abbiamo sviluppato verso l'avanzamento tecnologico superiore questo concetto, portando le performances ad un livello superiore, cosi come un'ottica che si possa definire "seria" richiede.

Ma un solo appunto: capito questo e ragionato su questo , che senso hanno i test ottici che vediamo nel web fatti con viti, bulloni, fil di ferro e celle in legno? Noi non lo sappiamo, sappiamo solo che per far funzionare tutto abbiamo sviluppato una visione GLOBALE dello strumento e che tutto è equiparabile a questo dettaglio di cui stiamo parlando. Chi dice che è inutile, lo dice non sapendo di cosa parla e soprattutto NON capendo di cosa parla.
(continua)
Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)
 

 

Time: Mon June 18, 2018 12:13 AM CFBB v1.4.0 47 ms.
© AderSoftware 2002-2007