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Author Topic: Sulla usabilità di un telescopio (realtà, fatti nascosti, esigenze dell'astrofilo). (30 messages, Page 1 of 2)

maxproject
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Posted: Mar 3, 2013 04:54 PM          Msg. 1 of 30
NortheK ha frequentemente posto l'accento sull'usabilità dei propri prodotti.

E' necessario specificare bene cosa si intende per usabilità. Il confine è molto labile e soggettivo, ciascuno la intende a modo suo e ne piega il termine in funzione dei tanti fattori (logistici, economici e di tempo disponibile) a cui è soggetto.

Dunque NortheK ha una opinione propria, che è poi la "motivazione" che fa scegliere un telescopio nostro rispetto ad alcuni altri. Chi non condivide questa visione tecnica difficilmente acquista un prodotto NortheK.

Questo thread è oramai indispensabile, perchè alcuni dilettanti stortano e deformano le informazioni per darsi ragione, tanto che si può anche pensare che noi affermiamo bianco e altri nero, quando invece ci sono motivazioni di fondo ben chiare (come quella sopra esposta), e altre - strettamente riservate e personali - che non vogliamo qui discutere (cosa che faremo più avanti e in modo lapidario e definitivo, con gli adeguati supporti). Si tratta dunque di condividere o NON condividere un modo di vedere lo strumento astronomico. Nessuno ha ragione e nessuno ha torto: ci sono astrofili che usano telescopi da 500 euro e astrofili che usano strumenti di pari diametro e schema da 20.000 euro. La differenza non è solo, ovviamente, nel prezzo, perchè sarebbe come ammettere che uno dei due è un deficiente e l'altro è super furbo. Apposta NortheK consuma centinaia di pagine, ore e schede tecniche per illustrare i propri prodotti, e anche qui molto presto metteremo in "telescopi a confronto" nuovi casi. Noi spieghiamo e illustriamo con la massima trasparenza, il Cliente decide, ma nel nostro caso sa a priori cosa compera.

Vorremmo che i nostri lettori portassero il loro contributo, pulito da polemiche e riferimenti totalmente inutili, esponendo il proprio modo di vedere e pensare il telescopio. Ciascuno, fatti 100 gli astrofili, avrà un SUO modo di intendere il prodotto. E questo potrebbe essere molto interessante da ragionare insieme.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

vesna71
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Qui observat nocte caelum


Posted: Mar 3, 2013 07:06 PM          Msg. 2 of 30
In questi ultimi tempi, causa impegni di lavoro ma complice anche le copiose nevicate degli ultimi mesi che bloccano gli accessi alle mie usuali postazioni d’alta montagna, mi sono dovuto “adattare” alla visione del cosmo dalla pianura, più precisamente dal giardino di casa.
Fina a non molto tempo fa, uscivo solamente per recarmi in posti bui lontano il più possibile dall'inquinamento luminoso delle città e solamente in occasione della luna nuova... quanto tempo non sfruttato per questo bellissimo hobby!
Ho iniziato sessioni osservative quasi giornaliere del nostro sistema solare alternando Luna e pianeti, adesso è il turno di Giove e Saturno non disdegnando neanche qualche puntatina a qualche stella doppia.
Per cercare di migliorare la qualità delle osservazioni ho anche acquistato il correttore di coma Paracorr della TeleVue nonché la torretta binoculare Baader/Zeiss Mark-V con correttore ottico 1,7 X da 2" abbinata, momentaneamente, ad una coppia di oculari ED Planetary da 12mm, ebbene questo nuovo set-up sta mettendo a dura prova la "meccanica" del mio dobson evidenziando ora più che mai grossi problemi di assialità tra ottica-focheggiatore-oculare.
Nel corso degli anni ho acquistato oculari ed accessori sempre più performanti, almeno sulla carta, che però hanno evidenziato il limite del mia modesta costruzione, sia ben chiaro non rimpiango niente del mio presente da auto costruttore, e divertente e propedeutico e nel corso degli anni mi ha fatto capire qual è il mio modo di pensare Astronomia.
E’ praticamente un’assurdità spendere migliaia di euro in accessori, oculari per poi andare a risparmiare sul pezzo fondamentale, sulla chiave di volta attorno la quale ruota l’intero sistema, il TELESCOPIO!
Il concetto di dobson mi sta diventando un po’ stretto, la semplicità di uno strumento di relativa grande apertura, facilmente trasportabile, da come la vedo io, è un risultato di tanti compromessi che non mi concede la serenità di una serata osservativa/contemplativa delle meraviglie celesti.
Adesso scusate ma esco a godermi sua maestà Giove.

Massimo

http://massimovesnaver.altervista.org/index.html

maxproject
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Posted: Mar 3, 2013 08:47 PM          Msg. 3 of 30
Grazie Massimo per il tuo contributo.

Quanto descritto è UNO dei tanti aspetti che incidono sulla scelta dello strumento. Si puo' essere d'accordo o non si può essere d'accordo, ma comunque questo è un caso largamente condiviso da NortheK e non solo.

E' naturale che ci sono anche coloro che non lo condividono, e sono nel pieno diritto di farlo, magari preferendo lunghi spostamenti in luoghi impervi per osservare poche, pochissime volte ma nelle condizioni migliori.

Chi ha ragione? Ancora una volta nessuno. Massimo ha esposto fin dove lo ha portato la sua esperienza di visualista, e sulla base di questa esperienza fa le scelte strumentali più consone. Ma proprio per quello che scrive Massimo si evidenzia l'assurdità di talune posizioni integraliste, che non vogliono sentire ragioni.........tranne scendere a compromessi quando conviene.

Il buon senso dice di ascoltare le esigenze di tutti (e credete che questo non costi a chi produce telescopi e deve venderli?) e di rispettare le singole posizioni. Ciascuno ha il proprio modo di intendere e di vedere la propria passione, ma nessuno puo' pensare che la verità sta in casa propria....

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

skymap
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Posted: Mar 3, 2013 11:42 PM          Msg. 4 of 30
Io sono uno che utilizza un C8 su montatura cinese, faccio osservazioni generaliste, un po' di imaging planetario/lunare con scarsi risultati un po' per poca capacità e a volte per problemi hardware/software che rovinano la serata, riprendo misure di doppie.
Ho comprato gli accessori (barlow, oculari, ccd) di livello un po' superiore al tele, è roba che resta.

Rimango con questo setup non eccellente perché ho poche occasioni di uscite, da casa ormai è out, e una spesa importante non la vedo giustificata per lasciare un taka o un northek parcheggiato nella stanza e farlo uscire 5/6 volte l'anno se va bene.
La media purtroppo è quella, mi sono scelto una passione difficile da praticare per me...




P.S. una volta si aspettava la pensione per dedicarsi agli hobby, io ci arriverò con il pannolone forse...

Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino sia triste.
Mark Twain

maxproject
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Posted: Mar 3, 2013 11:55 PM          Msg. 5 of 30
Anche questo di Skymap è un altro aspetto che non va sottovalutato, rispecchia la situazione che malvolentieri molti appassionati si trovano ad affrontare. Ci spiega chiaramente perchè in casi come questo diventa ostico spendere cifre cospicue, anche in questo caso ci sono astrofili che fanno come Skymap, altri che preferiscono magari un bel apo di alto livello, ma piccolo, per spostarsi nel w.e. in cieli bui.........

E' sempre questione di prospettive e di punti di vista, e lo ripetiamo, tutti condivisibili e non discutibili.
Sarebbe un grave errore dire: compera un NortheK da 250 mm che tanto lo sposti......come sarebbe altrettanto stupido dire comperati un dobson da 400 mm e lo usi una volta al mese. Se Skymap non fa nessuna delle due scelte, vuol dire che PER LUI così va bene e non sta agli altri criticare questa scelta.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Mar 4, 2013 01:19 PM          Msg. 6 of 30
E dunque possiamo dire che un telescopio è ottimo in FUNZIONE della FRUIBILITA' soggettiva di ciascun astrofilo? Ovviamente si.

Se dai vari post, commenti, forum, facebook, ecc. togliamo le polarizzazioni sciocche ed estremistiche, scopriremo che ciascun dilettante ha il suo modo di intendere l'astronomia. Qua si cammina un pochino sulle uova perchè diventa difficilissimo non riportare esempi, cosa di cui ci siamo ripromessi stare alla larga, ma che sono calzanti a pennello.

Ciascuno si diverta a leggere ovunque con la mente sgombra ogni e qualsiasi influenza, e capirà da solo che c'è qualcosa che non quadra.

NortheK è una entità commerciale che non vive di qualche foglio da 100 euro messo in tasca in nero per chiudere il mese. Ha evidentemente realizzato un progetto, investito risorse ed ha un piano finanziario da rispettare. Per giungere a questo obiettivo ha ovviamente cercato di intercettare un certo tipo di clientela da fidelizzare o fidelizzata e che costituisce e costituirà il bacino di consumo. Da questo presupposto, meramente finanziario, nasce anche la propria proposta strumentale e la propria filosofia aziendale: il miglior strumento disponibile al miglior prezzo di mercato.

Dal paragrafo precedente si puo' dire che al cliente XYZ non interessa un NortheK perchè comperando un WWWWWW ha il massimo delle prestazioni ad un prezzo più basso. Vero. MA PER LUI e non per il mondo intero o quantomeno per un'altra tipologia di astrofili. Ed è qui che casca l'asino, perchè a cercar battaglie e a dimostrare di aver sempre ragione significa non aver capito che il mercato è costituito da diversi soggetti, ciascuno con mentalità e cultura diversa (e possibilità economiche) che male accolgono chi si arrogantemente si mette a far lezione di ragioni.

NortheK, e non potrebbe fare altrimenti visto che non lavora per il bene del mondo, sostiene la propria strategia commerciale che -a priori - sappiamo può intercettare solo alcuni astrofili (chi ci scrive e compera difficilmente frequenta il web in modo eclatante, ma ha conoscenze di tutto rispetto).

Fatte queste premesse, uno dei punti cardine dei nostri prodotti è la fruibilità o usabilità che dir si voglia. Inutile e sciocco dire che il telescopio wong wang è più grosso e costa meno: non ha e non avrà mai lo stesso grado di usabilità, ma accoglierà i favori di chi non ritiene opportuno spendere le cifre da noi richieste, chiudendo un occhio sui problemi che ci sono (e vengono ammessi sempre in via personale, mai in comune con gli altri astrofili). Massimo ha scritto una cosa importante, ed è lui un autocostruttore che sa comunque lavorare bene (visitate il suo sito), manifestando comunque una profonda onestà intellettuale, riconoscendo limiti pregi e virtu' di quanto ha realizzato.

Sul criterio di usabilità discuteremo e dimostreremo come non tutti possono essere d'accordo, ma un'azienda seria deve comunque fare delle scelte e adottare delle strategie produttive che non necessariamente accontentano fette più o meno grandi di astrofili. Contano i numeri alla fine del bilancio e non la filosofia piegata alla propria convenienza.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

massimoboe
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Owner - NortheK Accademia


Posted: Mar 6, 2013 11:47 PM          Msg. 7 of 30
La fruibilità del telescopio è - per un'azienda - direttamente collegabile alla vendibilità del prodotto in funzione del suo prezzo end user e del bacino di utenza.

In altre parole: vale come esempio il costruttore di Schmidt Cassegrain che ha realizzato telescopi semplici, più recentemente costruiti senza troppa attenzione alle meccaniche, e dal costo contenuto. In altre parole telescopi altamente usabili (peso contenuto, costo contenuto, la realizzazione non troppo accurata copre eventuali disfunzioni dovute agli spostamenti, perchè francamente non si riesce poi capire da cosa derivino queste disfunzioni) e ben mirata al pubblico consumer, il loro obiettivo è dunque stato sempre centrato al 100% dal punto di vista aziendale, il numero di pezzi venduti in 50 anni dimostra che i concetti non sono sbagliati, ma NON lo sono per QUEL mercato. Se un utente paga un 35 cm 6000 euro lo sa, e non lo ammette, che non può certo avere pretese sconfinate, ne accetta le prerogative di progetto e non le discute e non potrebbe essere altrimenti.

Si deve considerare con attenzione che un astrofilo quando compera uno strumento, bello o brutto che sia, spende il limite del suo spendibile e diventa dunque praticamente impossibile rapportare il suo prodotto con altri più costosi, ma grandi uguale.

Possiamo dunque affermare che l'usabilità di alcuni mass market (non tutti....) è alta in relazione al prezzo pagato e rapportata al tipo di cliente che li sceglie (malvolentieri, inconsapevolmente, consapevolmente e volentieri).

Max

0

Giano
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Posted: Mar 7, 2013 02:08 PM          Msg. 8 of 30
salve.

quoto un passaggio ...
"Se un utente paga un 35 cm 6000 euro lo sa, e non lo ammette, che non può certo avere pretese sconfinate, ne accetta le prerogative di progetto e non le discute e non potrebbe essere altrimenti.
Si deve considerare con attenzione che un astrofilo quando compera uno strumento, bello o brutto che sia, spende il limite del suo spendibile e diventa dunque praticamente impossibile rapportare il suo prodotto con altri più costosi, ma grandi uguale."

parole di buon senso, ma che purtroppo si scontrano con la realtá prevalente, per cui, compro un 350 o qualunque altra cosa, spendendo il meno possibile ...
MA DOPO, i paragoni vengono fatti eccome e sempre e solo sulla base del prezzo/diametro ...
ne sobo riprova le molte discussioni senza o con poco costrutto, che finiscono, sempre, dopo aver alzato un poco di caos, per essere archiviate senza lasciare traccia né risultato ...
la favola della volpe e l'uva, come ho letto qualcuno citare, é ben azzeccata nel mondo dell'astrofilia italiana, ma per non generalizzare ingiustamente, intendo i molti che cosí si comportano, tra quelli che frequentano alcune note piattaforme di molte chiacchere inutili, inframezzate,( per fortuna, ma per quanto ancora ? ) da qualche raro gioiello di pensiero e/o di resa pratica ( costruzione-astrofotografia-divulgazione) ...

saluti

maxproject
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Posted: Mar 7, 2013 04:01 PM          Msg. 9 of 30
Ciao Giano,
un solo appunto: la parole si scontrano con la realtà prevalente........

Parole corrette, ma facciamo notare che:
- dal nulla nasce il nulla e finisce nel nulla, e NON a caso alcune posizioni vengono difese da pochi astrofili;
- chi ha il motorino del cervello ben acceso sa comunque soppesare ogni e qualsiasi espressione (anche le nostre, beninteso) e darne un peso specifico adeguato.

Dunque noi possiamo testimoniare, attraverso i nostri Clienti e la corrispondenza fitta ed estenuante con molti astrofili (defilati dalle piattaforme web, perchè non sono interessati al chiacchericcio e non hanno tempo e voglia da perdere) che, chi ne ha la possibilità, non si pone nemmeno il dubbio se scegliere un mass market o un telescopio (non necessariamente NortheK) di livello qualitativo adeguato. Ma non si creda che questo viene fatto per pure ragioni estetiche o di immagine (del prodotto), leggendo le domande che ci vengono poste e le esigenze che ci manifestano gli utenti è LAMPANTE che il problema fondamentale è proprio l'usabilità. Argomento di cui stiamo dibattendo, perchè alla fine uno strumento che non resta collimato o che ha un'ottica "strepitosa" , fino al prossimo costruttore da sponsorizzare, e quindi la "strepitosa" non è più così ma diventa mediocre......è pieno il mercato. E chi usa i telescopi seriamente queste cose non se le beve proprio.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Mar 7, 2013 09:55 PM          Msg. 10 of 30
A parte poi che chi fa i confronti "ad minchiam" prendendo il diametro e il prezzo, incorre in grossi problemi, ma evidenzia con prepotenza la scarsa competenza su quello di cui dibatte (perchè nei telescopi non si considera solo nel diametro dell'obiettivo ma l'insieme della costruzione, ovvio, come qualunque bene: un auto dalle prestazioni e dalla qualità degli interni, ecc).

Dunque torniamo al fulcro del discorso, cioè l'usabilità dello strumento. Quando si discute di presenza o con mail con tanti amici astrofili (che non sono tutti clienti, ovviamente), ci vengono manifestati i problemi di questo o di quel prodotto. Quasi sempre sono problemi di progetto, piegato alle ragioni di costo per un prezzo finale basso, oppure.........strumenti di alto blasone venduti perchè nel web hanno pubblicato tante belle bellissime foto, ma dai funzionamenti un pochino diversi: per una foto buona si sono sudate le sette canoniche camicie perchè il telescopio non è "a prescindere" performante in ogni sua parte.

La fruibilità è un bene intangibile che deve essere insito nel prodotto acquistato. Se comperiamo un telescopio da 1000 euro ci sta anche che sia traballero, ma se comperiamo un telescopio da 6000 o più euro non ci sta proprio che funzioni ogni tanto, o che la sua messa in opera richieda un costante lavorio da parte dell'astrofilo.

Maxproject



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(G. Schiaparelli)

Edited by maxproject on Mar 7, 2013 at 09:57 PM
Edited by maxproject on Mar 8, 2013 at 01:41 PM

maxproject
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Posted: Mar 7, 2013 10:49 PM          Msg. 11 of 30
Nel termine "fruibilità" rientrano parametri facilmente individuabili:

a) lo strumento, tolta la variabile logistica del seeing e delle condizioni atmosferiche, deve performare al massimo che il suo diametro/rapporto focale/schema consente. Se in una serata perfetta lo strumento non riesce a raggiungere risultati molto vicini al suo limite, vuol dire che non sta performando al massimo. Ne consegue che nelle serate standard/medio(praticamente quasi tutte) darà risultati sempre molto al di sotto di quanto ci si aspetta dalla normale teoria di progettazione di un telescopio;

b) il buon funzionamento deve essere costante, SEMPRE RIPETITIVO, e richiedere pochi e rari aggiustamenti (esempio ai cambi di stagione, o in occasione di manutenzione, o in caso di lunghi spostamenti su strade disagiate, ecc.);

c) il telescopio, una volta settato in modo definitivo, deve essere operativo in pochissimi minuti se in postazione mobile, e immediatamente operativo in pochi secondi se in postazione fissa;

d) il telescopio deve poter lavorare al meglio in qualsiasi regime termico, avendo come uniche variabili incognite il seeing e la trasparenza;

e) nel tempo lo strumento deve subire un livello di deterioramento molto limitato, per deterioramento si intende qui una qualsiasi variazione meccanica od ottica che ne riduce la qualità prestazionale;

f) lo strumento deve lavorare dal primo minuto della sessione osservativa nello stesso modo che lavorerà molte ore dopo nella stessa notte.

Attenzione che ogni strumento ha i suoi lati positivi e negativi legati allo schema e ai limiti strutturali della costruzione. Inutile pretendere che un telescopio da 15 kg supporti sistemi di ripresa da 8 kg.....è un azzardo che inficierà molte notti osservative.

Maxproject



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Edited by maxproject on Mar 7, 2013 at 10:51 PM
Edited by maxproject on Mar 8, 2013 at 01:43 PM

maxproject
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Posted: Mar 8, 2013 01:51 PM          Msg. 12 of 30
Per raggiungere i punti elencati sopra, con gran dispiacere per chi dice di no, dichiariamo che il manufatto va costruito con RIGOROSE applicazioni della tecnica. In NortheK (noi parliamo di noi, gli altri se vorranno lo diranno) spendiamo molti soldi e molto tempo per testare i singoli componenti: dallo snodo sferico del supporto basculante, alle colle per il carbonio, al funzionamento dei micrometri, ecc. ecc . ecc.

Questo capitale viene disperso per essere sicuri di arrivare alla fruibilità del telescopio, così come la intendiamo noi, e questo spiega anche perchè ci dilunghiamo molto in ogni progetto.

Non si creda che questo modo di affrontare la tecnica sia una fobia o una mania. Per chi come noi ha una grande esperienza manifatturiera, sta semplicemente a significare che il prodotto deve uscire dalla fabbrica e - possibilmente - non rappresentare più una questione per NortheK. La ricaduta economica in termini di risparmio al supporto clienti e di buone referenze sul mercato, arriva in tempi più lunghi, ma arriva.

E' un approccio non condivisibile da tutti, ad esempio da quel costruttore di ottiche che ha pubblicamente dichiarato che "se anche lo specchio dopo un po' da dei problemi, non è rilevante, l'astrofilo deve cambiare le ottiche ogni tanto". Un modo di pensare che non è dato da un progetto tecnico ma dal semplice mercanteggio.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

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Posted: Mar 8, 2013 09:17 PM          Msg. 13 of 30
Per completare il post di cui sopra, aggiungiamo - ma non siamo fuori tema, anzi ... - il fatto importante che moltissimi operatori del settore presentano modelli di telescopi realizzati solo con il rendering su CAD o programmi similari, molte volte indistinguibili da una fotografia reale.

In questi giorni monitoriamo un collega non italiano che visita settimanalmente il nostro sito da alcuni mesi e sta proponendo la medesima impostazione di NortheK (ma è un negozio......quindi parte con una "tara" che presto gli costerà cara) a livello di concezione industriale: modularità, schemi consueti, e una certa scopiazzatura zotica del nostro (e di un altro operatore italiano) progetto.

Questo negozio presenta UN telescopio, due rendering e dichiara di produrre strumenti fino a 600 mm circa di apertura. Stiamo scherzando vero? E chi sarebbe quel genio che dall'esperienza di un 250 mm puo' produrre un 600 mm magari fotografico per deep? Si vedono errori di concetto e di costruzione sia nelle foto che nei rendering, ma come si può spiegarlo agli astrofili i quali - spesso e volentiri - si rifiutano di accettare dissertazioni di tipo tecnico?

Un'altro rinnova il proprio sito internet, sembra di essere in casa RCOS, peccato che già comperare le viti o la lamiera da lavorare diventa un costo insopportabile, e la storia degli anni precedenti non è molto lusinghiera anche nei comportamenti.

Cosa c'entra questo con l'usabilità? E' facile scoprirlo: basta acquistare un telescopio da uno dei due colleghi e provare ad usarlo..........Non ci si lamenti e non si cerchi poi di piazzare la SOLA ad un'altro.........

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Mar 9, 2013 04:42 PM          Msg. 14 of 30
Per poter rispettare o raggiungere ottimi parametri di usabilità, chi è più addentro alle costruzioni ottiche e meccaniche deve considerare un progetto nel suo insieme.

Così come è sciocco affermare che quel che non c'è non si rompe, e direzionarsi al minimalismo che più si addice ad un movimento estetico che non a una costruzione meccanica, è altrettanto sciocco posizionarsi nella complicazione assoluta.

Ogni pezzo costituente un telescopio deve avere una motivazione tecnica ben precisa, non solo per ridurre i costi (che è quello che interessa a noi costruttori), ma anche per non interferire con l'usabilità del prodotto da parte del Cliente.

A volte basta osservare una fotografia di un manufatto per capire se chi lo ha progettato aveva ben stampato in testa il processo di costruzione, messa a punto, uso e consumo del medesimo.

Se da un lato abbiamo prodotti di alto lignaggio (escludiamo i mass market che vivono di vita propria) che sono ridotti all'osso, più di un problemino lo hanno, ma i prezzi sono notevolmente ingiustificati, dall'altra abbiamo prodotti di grandissima valenza ESTETICA, ma ad un occhio ben allenato non sfuggono problemi che si riverbano sull'uso del Cliente, per esempio sistemi truss in carbonio duplicati e infilati uno dentro l'altro.....,esistono programmi di calcolo piuttosto sempliciotti per evitare questo lavoro titanico di mettere poi tutto in asse e sperare che non ci siano poi problemi d'uso, perchè non si smonta più.

Quello che vogliamo dire è che l'usabilità e fruibilità di un telescopio è figlia di una progettazione adeguata (schiava dei costi e del target price...) al segmento di clientela che si vuole servire.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Mar 12, 2013 09:18 PM          Msg. 15 of 30
Pertanto l'usabilità e la costanza delle performances di un telescopio sono i due pilastri su cui si fonda il progetto NortheK. A noi non interessa se con 100 euro spesi in NortheK si compera uno strumento grande il doppio, perchè - modestamente - conosciamo bene i motivi per cui si è pagato a metà prezzo e capiamo anche perchè i clienti di questi prodotti non amano ammettere le difficoltà in cui incorrono: si è comperato il massimo che si poteva con il massimo del sacrificio. E' normale e umano dunque cercare di mantenere anche inconsciamente il presupposto che si è comperato il "massimo".

Quante volte leggiamo di neofiti che al limite di quanto possono hanno comperato il dobson "mostro" da 600 euro? Per loro, a ragione, lo è. Poi col tempo impareranno, se la passione perdura, che sono ben altri gli orizzonti oltre cui traguardare. Più difficile è comprendere chi si da un gran da fare per confutare i nostri assunti. Legittimo non essere d'accordo, stupido cercare di dimostrare che un lavoro ben fatto è un lavoro sbagliato(chi se lo può permettere non si pone certo la questione....). A questi ultimi astrofili che raccontano quello che ritengono di dover raccontare (peccato che la realtà sia un pochino diversa, almeno così ci raccontano i loro compagni di avventura), ricordiamo in tutta onestà che poi il tempo smaschera i teatrini e chi si trova ,solo e disperso , a dover recitare tutto il rosario per tenere inquadrato un oggetto stellare, o per poter lavorare due o quattro ore senza problemi, verrà poi a memoria chi gli ha fatto da cantastorie.

Una volta si acquistavano con ENORMI sacrifici dei prodotti mediamente molto buoni e che duravano tantissimi anni, erano prodotti (di norma, non tutti) ben realizzati e che rispettavano i requisiti che la tecnologia di allora richiedeva, in termini di usabilità ottica e meccanica. Oggi c'è molta offerta, ma in questo bailamme è diventato praticamente quasi impossibile fare una scrematura tra l'utile e il futile, tra il funzionante e il traballero, tra la moda e la situazione di emergenza del produttore. Onestamente il cliente si può trovare in difficoltà.

Ecco perchè spingiamo molto nelle spiegazioni tecniche NECESSARIE all'utente. Utente che riteniamo non abbia esigenza di conoscere i calcoli strutturali, se li capisce se li può fare da solo, ma sicuramente ha esigenza di avere il massimo per i soldi richiesti, e questo in termini di durata, prestazioni connesse al diametro/schema, fruibilità logistica.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Mar 15, 2013 12:42 PM          Msg. 16 of 30
La fruibiità dello strumento è data dall'insieme del medesimo.

Questa regoletta , che sfugge a chi vive di pura teoria, è ben conosciuta ed applicata da chiunque si occupa di impianti industriali complessi.

Così viene da domandarsi: ha senso perdere le notti a calcolare le deformazioni di un supporto laterale in uno specchio e poi non curarsi del comportamento del blocco secondario?

Fino a che punto ci si può spingere? Poco lontano, perchè disquisire su di un supporto laterale costa niente, realizzare tutto secondo i canoni rigorosi costa molto, ma nessuno può negare che tutti gli elementi di uno strumento sono indissolubilmente legati fra di loro. Lo si nega pubblicamente e lo si ammette privatamente......questa è la prassi.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Jul 7, 2017 08:18 PM          Msg. 17 of 30
E intanto anche il Cassegrain da 250mm oramai quatto quatto continua sempre a macinare le sue immagini , in sordina , senza plateali annunci da araldo medioevale come prassi acquisita da lesperti di conferenze paesane .




"Per farsi dei nemici non e' necessario dichiarare guerra. Basta dire cio' che si pensa (M.L.King)
" MI SO' RESPONSABIE DE QUEO CHE DIGO ..NO DE QUEO CHE TE CAPISI !"
" quando non riescono ad attaccare il ragionamento allora attaccano il ragionatore "
" L'invidia e' quel sentimento che nasce nell'istante in cui si assume la consapevolezza
di essere dei falliti " ( O. Wilde ) "

" La frustrazione fa pensare di essere sempre perseguitati e insultati " . ( Anonimo )

Edited by Andrea Maniero on Jul 7, 2017 at 08:19 PM

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Nov 18, 2017 06:52 PM          Msg. 18 of 30
e gia' ....sono passati quasi 5 mesi da quando ho utilizzato l'ultima volta il CS250 f/15 , cosi'
ieri sera stanco del "fermo pesca" mi sono deciso a piazzare in giardino il Cassegrain .

Tra me e me ho pensato che dovevo prepararmi per tempo per piazzare il tutto e diventare operativo
quindi una volta piazzato il treppiedi e porvi sopra la montatura il pensiero maggiore sarebbe stato
rendere operativo il tele , dopo averlo "esumato" dalla copertura .

Dopo aver tolto le ragnatele dal primario che comunque in 5 mesi nonostante la copertura si erano formate
l'ho messo sulla montatura e avevo gia' preso le chiavette per la collimazione , considerando il seeing poco clemente e il soggetto ostico da riprendere almeno dal punto di vista della collimazione e delle termiche volevo essere tranquillo . Tuttavia ho pensato che prima era meglio fare un discreto allineamento polare per cui ho
prima lavorato in tal senso connettendo la montatura al PC ed al software Cartes du Ciel per beccare il pianeta .
Diciamo che tra una cosa e l'altra ho impiegato 15 minuti tra montaggio cavetteria ma al momento dell'allineamento polare sono rimasto sbalordito !

Visto che si devono portare al centro dell'oculare le stelle di riferimento sulla piu' luminosa ho sfocato per vedere a che punto era la collimazione ...............

Beh devo dire che era cosi' come l'avevo lasciata quando realizzai la foto lunare qui sopra , dire perfetta era dir poco , c'era solo la presenza di alcune piume di calore ma per il resto l'immagine era quasi da manuale , quasi perche' il seeing mediocre non mi permetteva una valutazione certa ma comunque nessun svarione come altri telescopi commerciali che ho avuto .

Il tempo di fare l'allineamento a 3 stelle via SW ed ero gia' operativo , fatti i conti tra montaggio ed allineamento se ne saranno andati max 15min quindi se il tele fosse stato in una postazione fissa , bastava attaccare la spina e via!

Qualcuno potra' obiettare " va' bene comunque a me perdere 5 minuti per la collimazione non cambia la vita" , ma la domanda vien spontanea . " se il tuo tele perde la collimazione ad ogni spostamento , come sara' il comportamento generale del resto ? Intendo struttura e ottica? Che affidabilita' possono avere ? Sicuro che dopo aver collimato tutto il resto avra' un comportamento affidabile ? Durera' per tutta sessione operativa ?

Da luglio a novembre le condizioni climatiche sono notevolmente cambiate e a parte la termostatazione dell'ottica , doverosa perche' usciva dal garage , tutta la meccanica e' rimasta per cosi' dire "ibernata " ed e' risultata performante e funzionale come 5 mesi prima .

Questo per dire che si fa' presto ad affermare che tanto i telescopi fatti in garage funzionano lo stesso , si funzionano ma riservano o possono riservare sempre sorprese al momento dell'utilizzo !

Comunque spendere bene i propri soldi e' un investimento , magari a rate , ma vale la pena di acquistare
strumenti meccanicamente ed otticamente affidabili .
Pero' se non siete in grado di usarli , non avete le competenze per gestire specchi e metallo lasciate stare , acquistate pure un commerciale che trovera' sempre uno spazio nei mercatini dell'usato .

Tutto questo pippone che ho scritto giusto per confermare i punti evidenziati da Max riguardanti le
caratteristiche che deve avere un telescopio di qualita' e che riporto di seguito :

b) il buon funzionamento deve essere costante, SEMPRE RIPETITIVO, e richiedere pochi e rari aggiustamenti (esempio ai cambi di stagione, o in occasione di manutenzione, o in caso di lunghi spostamenti su strade disagiate, ecc.);

c) il telescopio, una volta settato in modo definitivo, deve essere operativo in pochissimi minuti se in postazione mobile, e immediatamente operativo in pochi secondi se in postazione fissa;

d) il telescopio deve poter lavorare al meglio in qualsiasi regime termico, avendo come uniche variabili incognite il seeing e la trasparenza;

e) nel tempo lo strumento deve subire un livello di deterioramento molto limitato, per deterioramento si intende qui una qualsiasi variazione meccanica od ottica che ne riduce la qualità prestazionale;

f) lo strumento deve lavorare dal primo minuto della sessione osservativa nello stesso modo che lavorerà molte ore dopo nella stessa notte.


A conferma di cio' segue un'immagine tutto sommato ottima in relazione al solo seeing mediocre , e stiamo parlando del pianeta Urano , qualcosa come solo 3,7" arcosecondi di diametro apparente , ripreso con telescopio
settato 5 mesi or sono !

"Per farsi dei nemici non e' necessario dichiarare guerra. Basta dire cio' che si pensa (M.L.King)
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Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Nov 18, 2017 06:57 PM          Msg. 19 of 30


"Per farsi dei nemici non e' necessario dichiarare guerra. Basta dire cio' che si pensa (M.L.King)
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maxproject
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Posted: Nov 21, 2017 11:49 AM          Msg. 20 of 30
Naturalmente, a differenza di chi parla e sparla, contano i risultati finali.

La filosofia NortheK è dimostrata e validata non solo in questa occasione, ma anche in altre che non vengono riportate nel forum.

Resta il dilemma dell'astrofilo: spendere poco e male lavorando poco e male, o SCEGLIERE (non è detto che si deve spendere molto di più) il prodotto tecnico e tornare a fare l'astrofilo?

Non è un mistero che gran parte dei telescopi amatoriali, pure blasonati, sono una specie di calvario a pagamento per chi li usa, ma questo viene dato per inevitabile quando inevitabile non lo è.

Un Cassegrain da 250 è il compromesso ideale per l'astrofilo medio italiano. Andrea lo ha dimostrato, poi - ovviamente - ci sono infinite possibilità calzate su misura.......

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)
 
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