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»Forums Index »Tecnologia e tecnica astronomica »TECNICA E TECNOLOGIA ASTRONOMICA »Assialità assi ottici e complicazioni meccaniche.
Author Topic: Assialità assi ottici e complicazioni meccaniche. (677 messages, Page 32 of 34)

maxproject
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Posted: May 12, 2014 11:44 AM          Msg. 621 of 677
Post 597 - che alcuni si sono divertiti a sbertucciare, dovrebbero spiegare come mai in questo telescopio da 500 mm del costo di alcune decine di migliaia di euro e per uso fotografico, si usano - ancorchè in una meccanica arcaica - 4 viti di regolazione del secondario. E' un produttore ben conosciuto con larga diffusione dei suoi strumenti, collocato in fascia alta. Scusate la pessima fotografia ma riteniamo giusto non invadere la privacy.



Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: May 18, 2014 03:49 PM          Msg. 622 of 677
Orbene stanno apparendo dei nuovi truss di giganti dimensioni che supportano secondari complessi (come figura conica) con un sistema preistorico: una molla centrale e tre viti che spingendo regolano la collimazione.

Siamo molto incuriositi dal vedere come in uno strumento fotografico con i sensori di oggi, sia possibile e pensabile di lavorare con un sistema del genere, che funziona esattamente al contrario di come una buona progettazione richiede.



Gia' , e pensa che chi l'ha gia' comprato ( trattasi di un RC 16" dal costo inferiore ad uno specchio intubato su lamiera arrotolata ) ) non conosce nemmeno a quanto ammonta il back focus dello strumento ! Questo per dire a quale livello di competenza sono rivolti certi strumenti ( con tanta ragione delle aziende produttrici ) dato che chi li acquista non si preoccupa a priori di conoscerne a fondo le caratteristiche rivolgendo invece il primario interesse all'economicita' dell'acquisto .

" quando non riescono ad attaccare il ragionamento allora attaccano il ragionatore "

" L'invidia e' quel sentimento che nasce nell'istante in cui si assume la consapevolezza
di essere dei falliti " ( O. Wilde ) "

" La frustrazione fa pensare di essere sempre perseguitati e insultati " . ( Anonimo )

maxproject
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Posted: May 27, 2014 05:33 PM          Msg. 623 of 677
Una domanda, che sembra esulare dal contesto, ma nella realtà d'uso è molto pertinente:

Se il telescopio A, il B, il C, il D, E ecc. usano una concezione meccanica sempre uguale, per esempio specchio conico, triangolo metallico posteriore, viti push pull di collimazione sia per il primario che per il secondario, se il supporto secondario ha come unica variabile tre o quattro viti di collimazione ma al centro sempre un perno filettato, se lo spider è sempre attaccato al tubo (magari in carbonio) con quattro viti passanti.........perchè i prezzi sono diversi e perchè un cliente dovrebbe scegliere Ao B o C ecc.?

Perchè ciascun produttore di prodotti fotocopia pone tanta enfasi nella tecnologia (cnc = chi sarà il cretino che non usa macchine a controllo in officina oggi nel 2014?), e nelle schermate di disegno meccanico, oramai alla portata della 5a classe ITI?

Ci si ponga queste domande e si osservino i prodotti proposti al mercato.

Maxproject




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Edited by maxproject on May 27, 2014 at 11:06 PM

maxproject
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Posted: Aug 23, 2014 12:53 PM          Msg. 624 of 677



(cortesia Rogerio Marcon)

Un esempio interessante : un 450 mm f 4,5 newton autocostruito da Rogerio Marcon un abile ed esperto astrofilo brasiliano.

Osserviamo la fotografia. Prima di tutto vengono adottate soluzioni poco costose ma ben funzionanti (es. settore liscio anzichè corona dentata), poi il tubo è strutturato in modo da non avere nessuna flessione e mantenere in modo esatto l'ortogonalità di tutti gli assi, la montatura come vedete è semplificata al massimo.

Resta ovviamente una costruzione alla portata di chi ha una buona conoscenza meccanica e ha accesso a macchine utensili, far eseguire esternamente tutti questi pezzi è eccessivamente costoso, egli infatti scrive:

L'ideale è acquistare solo gli specchi e assemblare la parte meccanica da soli. È molto meglio e meno costoso di quelli in commercio. La stragrande maggioranza cinese.....

Per un occhio attento si nota che la progettazione non è stata fatta a spanne, unico vincolo (e lo si nota bene) è il limite del budget disponibile che costringe ad alcune scelte discutibili.

Maxproject




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Edited by maxproject on Aug 24, 2014 at 11:17 AM

maxproject
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Posted: Sep 7, 2014 11:38 AM          Msg. 625 of 677
Un esempio di uno strumento fotografico costoso:

La cella del primario, provvista di cannotto centrale e le viti radiali push-pull di regolazione



e poi l'attacco della cella al tubo in carbonio



come noterete i buchi sono fatti in modo molto approssimativo e (visto che il carbonio non si buca) sono stato poi coperti da delle placche in alluminio.

Il cliente lamenta che non gli è stato possibile togliere lo specchio per lavarlo, in quanto il cannotto centrale è incollato al primario.

Per evitare le testane di riscontro carbonio/cella, i supporti laterali svolgono anche la funzione di blocco sul tubo.

Quali potranno essere i risultati pratici di una soluzione del genere?

Maxproject

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Posted: Dec 14, 2014 03:39 PM          Msg. 626 of 677
Sulle foto di cui sopra vorremmo ancora aprire alcune considerazioni.

La prima riguarda la serietà del costruttore. Se da un lato è legittimo puntare alla massima redditività, dall'altro non bisogna nemmeno esagerare. Non ti posso vendere un barattolo di fagioli al prezzo di un barattolo di caviale del volga.

Come abbiamo scritto e detto fino alla nausea, si fa leva sul fatto che raramente l'utente si accorge di cosa ha comperato. In questo caso, purtroppo per lui , scopre di avere il primario incollato. Perchè è stato incollato? Beh è elementare: si centra al banco e lo si blocca, con un costo irrisorio, si mantiene tutto centrato evitando tanti pezzi meccanici che hanno il loro costo e la loro laboriosità funzionale. E' dunque un prodotto molto economico come progetto, ma dal listino molto salato. Ergo: non sempre il prezzo è indicativo della qualità.

Viene poi spontaneo domandarsi perchè non si sono volute fare le testane (costo 5-600 euro) in uno strumento che le poteva tranquillamente assorbire, e si è voluto forare alla carlona il carbonio.

Non ci vuole un genio per capire come le forze insistenti sulle viti e sul laterale dello specchio facciano il loro "sporco" lavoro, in barba a tutto quanto si prescrive per lavorare con un pezzo ottico. Naturalmente il telescopio funziona, lo si fa andare, poi se ne ridiscuterà più avanti quando magari le coniche si sono deformate o bisognerà rialluminare lo specchio.

Tutto in regola dunque, il cliente è contento, il costruttore anche e le recensioni sono molto favorevoli.

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Posted: Jan 28, 2015 03:16 PM          Msg. 627 of 677
La foto precedentemente postata, relativa ad un primario forato e incollato al cannotto centrale e con i supporti laterali che svolgono il compito di tenuta del tubo, necessita di ulteriori chiarimenti.

Come abbiamo scritto in molti post del forum alcuni costruttori si arrovellano il cervello, alla ricerca di soluzioni economiche e funzionali:

1) Cannotto autoportante fissato alla culatta;
2) Cannotto autoportante fissato alla culatta con punti basculanti senza laterali…….si anche questo;
3) Sistema basculante , cannotto centrale, supporti laterali.

La soluzione (3) è l’unica considerata da NortheK.

Ci divertiamo a leggere astrofili che disquisiscono per ore sulla correzione di uno specchio, su questo e quel parametro, dove si discutono misure nanometriche, deformazioni ecc. senza che poi si prendano in considerazione gli argomenti più elementari, che devono venire PRIMA della correzione ottica superficiale.

Come sappiamo un primario è costituito da misure ben precise, intendiamo misure fisiche e non ottiche, che DEVONO essere tenute in considerazione dal progettista.

fig. 1



a) diametro del disco di vetro;
b) semidiametro al centro del foro;
c) spessore del disco smusso compreso;
d) diametro del foro;
e) piano laterale (che poi vedremo bene).

(lo spessore al bordo del foro è ininfluente in quanto viene coperto da ghiere o altri sistemi).

Si consideri che un fornitore serio è in grado di dare al costruttore precise tolleranze di esecuzione, ed è quello che NortheK chiede ai proprio fornitori, in modo tale da trovare sempre meno discrepanze dal “pensato” al “fatto”.

Nel disegno di cui sopra abbiamo messo una ipotetica sezione di uno specchio con delle misure (ovviamente ipotetiche), così come le tolleranze (anche queste ipotetiche, le nostre le teniamo per NortheK) che si devono conoscere prima di progettare il relativo supporto.

Diremo, inoltre, che costruttori a livello professionale forniscono veri e propri layout dei dischi con tutte le misure, le tolleranze e le rugosità in ogni punto del disco (esclusa ovviamente la superficie ottica che va per conto suo). Ma qui parliamo di sistemi ottici con un costo dalle 3 alle 5 volte quelli di un’ottica artigianale di buona qualità.

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Posted: Jan 29, 2015 11:56 AM          Msg. 628 of 677
Ora analizziamo la fig. 1 .

In questo schema abbiamo delle misure con delle tolleranze ipotetiche anche piuttosto abbondanti.Diamo per scontato che l'ottico le rispetti, e concentriamo la nostra attenzione su alcuni punti più delicati.

Partiamo dal punto (D) che è il diametro del foro in sistemi a fuoco posteriore.

In questo caso avremo, nell'ordine:

a) il semidiametro (B) e la sua tolleranza. Se il valore non è corretto lo specchio lavorerà disassato.
Qualche esperto ci dirà che non è grave perchè poi con i sistemi di regolazione (quando ci sono) si può riportare in asse. Resta che è praticamente inutile ragionare in supporti laterali sofisticati e poi pretendere dai medesimi il mantenimento del centro. Richiamiamo il lettore sul problema enunciato sopra (come costruiscono i supporti per gli specchi, dove i supporti laterali sembrano un lusso) , e sul tema sviluppato pagine dietro in cui mettavamo le tolleranze di posizionamento di un correttore (che non sono solo nell'asse Z ma anche negli assi X e Y);

b) il valore dell'inclinazione del foro rispetto al piano del disco di vetro. Se il foro ha una sua inclinazione (come è ovvio) e il cannotto svolge il compito di supporto, va da se che lavoreremo (in barba alle regolazioni laterali) con uno specchio asimmetrico, dovendo recuperare l'assimmetria con le viti push pull. già ma che passo devono avere queste viti? Ecco perchè il cannotto autoportante da spesso e volentieri problemi di fuori asse, ecco perchè NortheK monta i micrometri;

c) una volta stabilito lo stato del foro (diametro esatto, perpendicolarità e relative tolleranze) potremo progettare il cannotto di inserimento. Nel sistema autocentrante di NortheK la soluzione è diversa, e non la spieghiamo qui perchè qualcuno ha copiato maldestramente sbagliando pure, per tutti gli altri dovremo ancora capire come questo foro vincola il progetto.

Se il cannotto è portante in che modo lo fisseremo allo specchio? Ghiera avanti e ghiera dietro centrandolo meglio che possiamo? Oppure aggiungiamo supporti laterali che porteranno al centro lo specchio ma lavoreranno in modo non efficiente perchè con forze diverse? E' logico che il cannotto non va lavorato esattamente uguale al foro, ci deve essere un gioco necessario per permettere alla lastra di vetro la sua naturale deformazione sia termica che geometrica.

Ci sono molti aspetti da ragionare su questo punto dello specchio. Evitiamo di imbarcarci in una esposizione troppo dettagliata (che non deve interessare al lettore), ma stiamo solo dimostrando che non è poi così facile costruire un telescopio, e che i vari improvvisati o progettisti da tanto al chilo non sono in grado di sostenere alcuni concetti basilari per un prodotto tecnico.

I concetti che stiamo esponendo, ovviamente, hanno un loro senso per dischi di vetro con una massa importante (da 7 kg in su).

Continueremo.

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Posted: Feb 8, 2015 03:18 PM          Msg. 629 of 677
Per quanto esposto sopra, giova ricordare che si sta parlando di vetro. Le tolleranze sono ben diverse da quelle di un pezzo di meccanica.

Ne consegue, se escludiamo ottiche ad uso professionale (che NON ci sono sul mercato amatoriale indipendentemente dal marchio), che è preminente l'uso di meccaniche molto ben progettate. E' la parte meccanica che deve rimediare a quanto l'ottica non riesce a dare.

Domandina: com'è dunque possibile in produzioni di larghissima scala con pezzi ottenuti in grandissima serie, scarsa qualità esecutiva, magari con la tecnica della fusione, prevedere le inevitabili variabili?

Stiamo dibattendo su come modificare un disegno per uno scarto nelle misure del disco di vetro, superiore a quanto programmato.

Crollano quindi in un secondo tutte le belle spiegazioni che ragionano su elementi statici.

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Posted: Feb 21, 2015 11:52 AM          Msg. 630 of 677
Sempre guardando la fig. 1 osserviamo la parte indicata con "E".

Questo è il bordo dello specchio ottenuto prima con un taglio ad acqua e poi molato in finitura.

Questo bordo ha nella gran parte dei casi un difetto di parallelismo. Nelle varie prove condotte di norma questo dislivello vale da 0,5 a 0,8 mm.

In specchi piccoli e leggeri è totalmente ininfluente, in specchi massicci da i suoi problemi, soprattutto per quanto riguarda il comportamento dei supporti laterali.

E' normale che un qualsiasi buon costruttore realizzi supporti secondari atti ad evitare questo problema (che poi ovviamente si ripercuote sul comportamento del cannotto interno).

Ci sono ovviamente diversi metodi, noi abbiamo preferito un sistema con molti gradi di libertà, sufficienti ad autocompensare il dislivello.

Tanto per dire..........che forse una vite con una rondella in uno specchio di 15 kg non è proprio il massimo.

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Posted: Feb 27, 2015 10:03 PM          Msg. 631 of 677
Per quanto riguarda poi la parte posteriore alla superficie ottica, nel disco di vetro, questa deve essere accuratamente spianata.

Nel caso si usi cannotto portante, ovviamente non è necessario se non nella corona attorno al foro centrale in cui appoggia la ghiera di blocco, nel caso dei triangoli basculanti è ovvio che tutto va spianato e con una precisione abbastanza buona. Il compito è infatti quello di far lavorare in modo corretto tutti i vertici, altrimenti i vari calcoli sulle deformazioni servono a poco e a niente.

Perchè scriviamo questo? Perchè ci sono marchi famosi con interferogrammi fantastici che vendono specchi non spianati ...........e quindi questa mega correzione millantata a cosa serve?

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Posted: Mar 14, 2015 08:56 PM          Msg. 632 of 677
Sopra abbiamo evidenziato alcuni aspetti relativi al disco di vetro. E' importante a margine specificare che molto è dato anche dallo spessore del disco di vetro.

Normalmente NortheK lavora con dischi da 1/10 a 1/12 del diametro. La scelta del vetro sottile è stata un punto di riferimento per i nostri prodotti. Le meccaniche consentono tranquillamente questi spessori. Oldham è abituato a lavorare spessori simili. In questi casi mantenere determinate tollerenze dimensionali è più semplice, senza considerare l'enorme vantaggio di un comportamento termico perfetto (vedete l'articolo e il thread apposito), ma lo svantaggio di costare un po' di più perchè l'ottico richiede prezzi maggiori.

Bisogna riflettere bene quando un costruttore presenta diametri di 250-300 mm con 45 mm di spessore. Siamo in presenza di un vantaggio per lui (maggiore facilità nella lavorazione) e uno svantaggio per il cliente (termica praticamente incontrollabile se il tubo non è più che ben pensato). Ma anche i parametri di fig. 1 iniziano a diventare stringenti, ricordiamo il peso elevato e il problema che questo genera nelle meccaniche.

Quando vedrete le celle ST 30 per la nuova serie da 300 mm , noterete come anche NortheK abbia dato una decisiva svolta alla progettazione classica. Sono già due anni che ci stiamo lavorando e continuiamo a implementare sostanziali migliorie. Le ST 30 devono diventare un riferimento per il mercato. Piu' pesanti delle ST 25 e pensate per strumenti top di gamma.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

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Posted: Apr 26, 2015 01:42 PM          Msg. 633 of 677
Un astrofilo, relativamente al problema della collimazione di un RC commerciale, espone il proprio pensiero:

“….. è che il focheggiatore è collegato alla flangia del primario, per cui, muovendo il primario si muove anche l'asse ottico ( che non è mai a 90 gradi rispetto allo specchio! per cui la necessità di collimarlo ) mentre negli RC superiori sono separati.”

“ lo strumento migliore è solo il Collimatore Taka. Innanzitutto devi avere una flangia collimabile per il foccheggiatore, per la mia esperienza collimare il …….. è diventato facile da quando ho costruito un raccordo da avvitare alla prolunga”

Ne consegue che secondo quanto viene scritto, negli strumenti al top la piastra del primario è staccata dal fuocheggiatore. Ne consegue anche che questa interpretazione – a nostro modesto parere – è totalmente errata. Perché?

1) Ci si riferisce ad un telescopio con cannotto autoportante, in cui il primario viene appoggiato al cannotto e chiuso con un sistema abbastanza traballante, il medesimo dunque si muove nella sua sede. E non si potrebbe fare altrimenti, mancando supporti laterali e sistema basculante inferiore.

2) Utilizzando un sistema basculante, appoggi laterali e cannotto centrale lo specchio viene portato in asse in modo molto agevole e definitivo. In effetti nei NortheK lo specchio non ha punti di appoggio al cannotto ma bensì ai triangoli. Un sistema dunque dinamico che permette il perfetto centraggio del primario.

3) Detto questo, occorre specificare che se tutto è realizzato molto bene, una volta trovato l’asse del primario il sistema rimane solidale e ben funzionante, proprio perché i micrometri permettono di trovare l’ortogonalità con precisione centesimale e di mantenerla.

“Un ultima considerazione: in tutti gli ambiti RC l'intera procedura di collimazione con il collimatore Taka NON è possibile completarla. Questo perchè tale procedura prevede la registrazione dello spider (fondamentale per eseguirla correttamente e spiegata minuziosamente nei vari tutorial), ma NON hanno lo spider regolabile. “

4) Ovviamente il sistema di centraggio NortheK prevede la regolazione del secondario.

Poi la discussione continua:

“ Anche il mio ha lo stesso tuo " problema " , la flangia che tiene lo specchio è un po' ridicola in effetti ( abbiamo anche un RC di marca ben blasonata ed è un po' diversa ). Anche nel mio, scuotendo la flangia, lo specchio si muove leggermente ma una volta rimontato il tutto e collimato io non ho più avuto problemi, tieni conto che avendo il telescopio in post. fissa gli ho fatto fare il plate solving di 100 stelle, per cui si è mosso in tutte le direzioni possibili, e ricontrollato la collimazione era ancora uguale. Ottimo acquisto il Taka, ti consiglio anche una prolunga da avvitare direttamente alla culatta per andare a fuoco, e la flangia collimabile per il focheggiatore ( collimazione asse ottico ) ,perché quando muovi il primario si muove anche il foccheggiatore, dato che è collegato alla stessa flangia. Io per collimarlo ho fatto costruire un raccordo che si avvita alla prolunga senza foccheggiatore con un attacco per il Taka, allineo primario è secondario, rimonto il foccheggiatore con il Taka inserito e allineo l'asse ottico, per quello che il foccheggiatore deve essere collimabile di suo …. “

Abbiamo dunque confermato che il primario è ballerino a causa del fermo sul cannotto. Mentre la soluzione suggerita dall’Autore E’ CORRETTA per quel tipo di tubo commerciale, dove abbiamo un secondario NON regolabile, un cannotto sulla cui assialità si nutrono parecchi dubbi, un primario che balla sul cannotto e un tubo molto molto leggero, soggetto a deformazioni consistenti (questo lo aggiungiamo noi sulla scorta dei report di astrofili che lo possiedono).

La soluzione NON è quella indicata dall’Autore qualora ci si trovi in presenza di uno strumento realizzato bene .

Realizzato bene vuol dire consentire ad ogni elemento diversi gradi di libertà con il fine di trovare il posizionamento migliore e mantenerlo. Quindi dissentiamo su quanto affermato, questo sulla base di 6 anni di sperimentazione.

Resta che il concetto del fuocheggiatore deve essere collimabile di suo, ha un senso qualora si arrivi a sensori molto grandi (e di solito non piani) in cui sia necessario intervenire con qualche sistema di compensazione, ma in questo caso – purtroppo – si inizia a parlare di sistemi di messa a fuoco molto costosi (almeno 2000 euro) e di raccordi meccanici realizzati più che bene………insomma un altro mondo.

Nostra modesta opinione naturalmente. Ci è sembrato utile riportare questa esperienza per far capire come la meccanica sia fondamentale in molti schemi ottici. Naturalmente ogni astrofilo ha i suoi metodi che si adattano al prodotto di cui dispone.

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Posted: Feb 18, 2016 10:51 AM          Msg. 634 of 677
Abbiamo appena accennato ad alcuni ordini di problemi: disco di vetro, raccordo di applicazione alla cella, costruzione del tubo, supporto del secondario , ecc.

E' interessante notare che leggendo questo lunghissimo thread , che non necessariamente segue un discorso uniforme, emergono parecchie problematiche SE si vuole disporre di un telescopio da usare (e non passare il proprio tempo a rattopparne i problemi pre e post produzione) in modo continuativo e con tranquillità.

Va anche detto che molti problemi esistono per incompetenza di chi progetta lo strumento, per scarsa conoscenza tecnica dell'utente, per economie industriali che mirano ad un telescopio "ad effetto" purchè costi poco.

Proprio il "purchè costi poco" segna un solco tra il volere e non potere, tra il scegliere un bene usabile e performante al limite delle sue specifiche e uno grande, grosso e colorato da mostrare agli amici. Tanto è acclarato che uno strumento amatoriale (entro i 400 mm) è un telescopio che viene usato con discontinuità e quando i propri fatti personali lo consentono. Serve dunque un mastodonte con mille problemi già di suo? Con poco tempo libero e in location di dubbia qualità?

Continueremo su questo argomento degli assi ottici, cercando di affrontare aspetti importanti che sono utili anche per capire cosa si sta comperando.

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Posted: Jun 28, 2016 09:18 PM          Msg. 635 of 677
E' interessante e coerente con quanto scritto nei post precedenti prendere in considerazione un aspetto di base, che pare contraddirsi già nella sua esposizione , ma così non è.

NortheK ha sempre sostenuto che i propri telescopi sono progettati per astrofili mediamente o altamente esperti, non sono cioè (escludendo la serie 230 mm) progettati per chi non ha dimestichezza con la collimazione perfetta, con l'uso di raccorderia adeguata, con l'esigenza di portare al massimo le prestazioni che lo schema e il diametro permettono.

Per raggiungere questo obiettivo la strada è una sola: permettere molti gradi di libertà nella gestione del tubo ottico.

E qui si intende:
1) cella primario pensata per essere totalmente regolabile e registrabile, anche nei supporti laterali (particolarmente sofisticati nella serie 300 e 350);
2) supporto secondario con tutti gli assi regolabili in modo centesimale;
3) messa a fuoco regolabile sul piano;
4) sistema autocentrante;
5) sistema che rende automatico l'allineamento della messa a fuoco con la regolazione dello specchio primario;
6) tubo che non risente di flessioni e deformazioni;
7) ottiche sottili che non accettano deformazioni delle coniche.

Tutto questo ha ovviamente un prezzo, sia in termini economici, che di "apprendimento veloce" nel gestire il proprio telescopio. Ma del resto nessuna macchina ad alte prestazioni è di immediata familiarizzazione.

Proprio avere "tutto regolabile" obbliga a capire alcuni concetti sui quali lavoriamo da anni. Chi non ha intenzione di apprendere questo si puo' tranquillamente avvicinare ai telescopi consumer, o a blasonati solo di nome e non di fatto.

Nessuno si nasconde che altri costruttori tendono a rendere minime le regolazioni e a bloccare molti passaggi, cosi da dare una (falsa) sicurezza al cliente. Il telescopio è così dalla fabbrica quindi va bene.

Rendere un tubo ottico finemente regolabile obbliga l'inserimento di molte componenti e delle relative interferenze. Diciamo che ogni pezzo che si puo' regolare , in linea puramente teorica, puo' recare danno se non a punto.

Pero' se tutto è gestito con attenzione e calma si arriverà al massimo della precisione esecutiva.

Pensate che un tubo di alluminio su cui scorre uno specchio con del grasso permetta un eguale risultato?

Noi siamo convinti di no. E lo possiamo dimostrare. Se qualcuno è in grado di fare il contrario, oltre che a scrivere baggianate nei forum.........lo ascolteremo.

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Posted: Jun 29, 2016 11:32 AM          Msg. 636 of 677
Proprio a conferma di quanto dicevamo in qualche post precedente, i grandi RC orientali, copie malfatte di altri più adeguati, presentano importanti limiti di utilizzo.

Era pensabile che al prezzo (e neanche tanto) di un set ottico uguale ma fatto in modo adeguato, si potesse fornire un OTA, con le pretese di puntiformità e precisione richieste in deep?

Ovviamente la leva "grosso e costa poco" miete le sue vittime che presto si accorgono di quanto (poco) hanno speso e di quanto (poco) hanno portato a casa.

Resta facilissimo osservare questi strumenti: dal disegno degli alleggerimenti meccanici, agli snodi, ai sistemi di collimazione per capire l'elenco dei problemi presenti. Ma del resto a quel prezzo è già un miracolo che esista un telescopio.

I nostri lettori sappiano che a PARITA' di qualità il prodotto orientale costa come un prodotto occidentale. Prima si capisce questo e prima si cancella dal cervello la facile illusione che il prodotto economico lo è perchè fabbricato in quei paesi. Lo è perchè è fabbricato con economie esasperate.

Non possiamo per oggettivi limiti deontologici prendere un esempio e smontarlo pubblicamente, anche se qui in NortheK è stato fatto più volte, mentre sorridiamo agli entusiasmanti post di improvvisati tecnici telescopisti apparsi nelle varie piattaforme.

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Massimo Marconi
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Posted: Jun 29, 2016 12:55 PM          Msg. 637 of 677
Chi come me si diverte a costruire specchi ( in modo amatoriale ), ha comunque potuto verificare sulla propria pelle quanto la progettazione di uno schema ottico che non sia il classico Newton ( ma anche quello sotto certi aspetti ) , impone delle tolleranze strettissime nella realizzazione del telescopio che poi dovrà ( si spera ) far performare le ottiche.

Quando si parla di prestazioni, a volte si sente dire che il diametro/qualità ottica è quello che conta. Questo, almeno in teoria è vero, ma tra la teoria e la pratica ci sono diversi fattori sui quali, secondo me, non tutti gli astrofili si soffermano a riflettere, prendiamo ad esempio un sistema Cassegrain da 30 cm, in qualunque variante:
Un incremento/decremento della distanza tra gli specchi di 1 mm ( rispetto a quella di progetto ) altera la lunghezza focale complessiva di alcuni cm ma, sopratutto rende non ottimali tutti gli altri parametri di progetto delle ottiche ( costanti coniche, raggio di curvatura, ecc.. ) con intuibili conseguenze.

A questo punto , se ci mettiamo anche un piccolo spostamento dall'asse ottico, o una non complanarità/perpendicolarità tra gli elementi ottici/meccanici, è interessante verificare con un qualunque software di ray-tracing, quanto questo influisce sulle prestazioni del sistema.
Basta fare una prova e si può quantificare la risultante della sferica, astigmatismo, distorsione, coma ( dove presente ) fino a misurare di quanto si è ridotta la potenzialità del sistema ottico in termini di prestazioni, pur mantenendo lo stesso diametro e la stessa qualità dell'ottica.

In queste condizioni, e parliamo di piccoli valori il cui controllo è sicuramente al di fuori delle potenzialità dell'autocostruttore casalingo come me, la prima cosa che ne viene fuori è che difficilmente troveremo un punto nel piano focale in cui i raggi di una sorgente puntiforme convergono all'interno del disco di Airy.

Questo significa, come tutti sanno, che ci siamo già "giocati" la risoluzione limite del relativo diametro del nostro "specchio di qualità" , con tanti saluti all'Hi-res, ma questo potrebbe non preoccupare alcuni che daranno inevitabilmente la colpa al pessimo seeing...
So di non aver detto delle novità, ma mi piaceva dirle ugualmente...

enrico
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Posted: Jun 29, 2016 04:02 PM          Msg. 638 of 677
Senza contare, seguendo il ragionamento di Marconi, che ci si perde in % di ostruzione per esempio, o in super correzioni degli specchi, fregandosene poi se tutto sta in modo precario e sbilenco dentro le celle e il tubo.

Sarebbe logico essere coerenti e guardare il telescopio nel suo insieme. Questo lunghissimo thread ha comunque scoperchiato una pentola che mi pare abbiano letto in tanti, utile sarebbe un compendio e un riordinamento dei vari ragionamenti.

ciao
Enrico

Not Only Changing looks, But Changing Lives.

maxproject
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Team


Posted: Jul 1, 2016 12:56 PM          Msg. 639 of 677
Seguendo il ragionamento di Massimo Marconi è facilmente intuibile che non ci sono molte strategie alternative.

O si costruiscono meccaniche che poi si settano al banco, e si inchioda tutto (o peggio come qualche blasone da due soldi, si incollano gli specchi), sperando che non si debba mai fare ricorso a manutenzioni o modifiche, oppure si fanno meccaniche finemente (nei limiti del costo accettabile, già che alla finezza meccanica non c'è mai limite) regolabili.

Questo concetto, che diremmo ELEMENTARE, pare non entrare nella zucca degli astrofili, i quali sono fortemente convinti che vitoni M8 e molle casuali siano sufficienti a regolare un'ottica, ne tantomeno possiamo pensare che dischetti di plastica siano in grado di sostenere in posizione un secondario lavorato finemente.

Magari poi ci si perde a parlare di scattering e altre amenità da salotto.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

oreste
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son mi da vecio


Posted: Jul 1, 2016 09:06 PM          Msg. 640 of 677
E fanno pena i vari esperti che si soffermano sul dettaglio per poi dimenticare il resto. Basta che costi poco, poi magari mettono il tubo di cartone incollato nel doppietto. Mi raccomando, bianco il tubo, o non è mica bello.

Oreste

A dir la verità basta un coion, a dir busie ghe vol un bricon
 
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