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Gli RC 250 sono stati ridisegnati e ammodernati, esteticamente sono uguali ma la messa a fuoco è di serie una tre pollici (sostituibile a richiesta).
Entro fine novembre sarà pronto il nuovo RC 350 f 7 senza ottiche di correzione, per sensori fino a 20 mm. Particolarmente votato per la maggior parte degli usi amatoriali. Per sensori più grandi il Maxtar ha un campo corretto e spianata di 60 mm. Per sensori intermedi possiamo studiare RC 350 f 7 con correttore di campo.

Entreremo dunque nel settore deep sky con risultati sicuramente eccellenti così come è dimostrato in alta risoluzione.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)



Entro fine ottobre sarà presentato il NortheK Cassegrain Classico 350 mm f 15.

Sommariamente ricalca la struttura del DK 350 f 20, ma ha incorporate alcune migliorie volte ad un miglioramento del contrasto e all'abbattimento della luce diffusa.

Dotato della messa a fuoco FT da 2,5 motorizzata e di paraluce con diaframmi.

Il secondario ha un diametro di 105 mm, e la lucidatura delle superfici ottiche è SD 40/20.

Ottica un Supremax 33.

Un fuoriclasse come il DK da 350 mm, con un po' di luce in più e un rapporto meno forzato. Ricordiamo che lo schema Cassegrain Classico lavora bene da f 14 a f 16, il DK da f 17 a f 24. Altri rapporti deteriorano leggermente il piano focale introducendo degli elementi peggiorativi.

Lo strumento sarà in pronta consegna, come tutti gli altri che stiamo finendo di allestire.



Maxproject

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(G. Schiaparelli)



"Mi sto annoiando, è tutto troppo facile..... In mezz'ora ho montato il tele, in mezz'ora è andato in temperatura, con 1/8 di giro del micrometro ho collimato a 570x (dopo il viaggio di ritorno dalla Valle d'Aosta ed il viaggio di due ore di oggi!!!)........"

Di che strumento si tratta? Forse molti ripenseranno a quello che hanno tra le mani.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)


SPUNTI DI DISCUSSIONE » Et dictum scriptum. Sep 20, 2018 01:47 PM (Total replies: 34)

Uno dei tanti tubi ottici magici che arrivano da noi per essere rimessi a posto.
Questi pregiatissimi tubi "antichi" arrivano in condizioni pietose, non tanto per il modo con cui sono concepiti, quanto piuttosto per gli interventi di "assemblaggio maldestri" dei lesperti in rarità.

Resta che abbiamo limitato gli interventi al limite per ridurre i costi (salati comunque), bisogna stare molto attenti al polverone che si alza nel web, alle voci sommesse ma perentoriamente certe e qualificate (secondo loro) su prestazioni, rarità , valore di questi prodotti. Prima vedere.......poi pagare, tralasciando tutte le logorroiche enunciazioni da web/piattaforma.





Qui si tratta di un 60/1000 prestigioso (???), ma otticamente di ottime performances (come ogni 60 mm a fuoco lungo del resto)

Maxproject

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Di certo non assomiglia ai vari strumenti pieni di ghirigori alla fresa per alleggerirli e che poi si torcono e flettono cambiando l'inclinazione del tubo........qua zero movimenti. Sempre e comunque.

Maxproject

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Vista dall'alto della cella primario, con tutti i componenti, compresi i punti di appoggio in ceramica.



Maxproject

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(G. Schiaparelli)



Il cage del primario chiuso e montato.



Ovviamente fornito delle ventole radiali (4) opportunamente disposte per il controllo termico della superficie.

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(G. Schiaparelli)



Particolare delle gondole, smontabili, con la possibilità di settare in modo opportuno il centro di gravità del telescopio. Si notino gli sportellini laterali per la regolazione fine dei supporti, qualora fosse necessario dopo un intervento di manutenzione.



Maxproject


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Edited by maxproject on Sep 4, 2018 at 01:26 PM


Ecco il cage del secondario. Totalmente lavorato a macchina e in alluminio.
Massima resistenza e mantenimento degli assi.




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Un dettaglio posteriore del supporto secondario:



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Il truss montato , senza il cage superiore.
Struttura leggerissima ma ad alta resistenza.



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Il set di casse provviste di fermi e blocchi, consente di caricare lo strumento anche in una utilitaria.





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Edited by maxproject on Sep 4, 2018 at 01:34 PM


Un dettaglio degli snodi terminali sul tubo in carbonio. Questi snodi sono autocentranti e si chiudono avvitando la ghiera. Smontando lo strumento, trasportandolo e rimontandolo non si accusano fuori asse evidenti e dopo un viaggio lungo e disagevole si ricorre al controllo collimazione con pochi movimenti del secondario o del primario.
I test sul campo hanno confermato queste informazioni.



Qua non si usano tubetti tagliati col seghetto......

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Snodo sferico con una accurata lavorazione meccanica, montato su cuscinetti in acciaio e bronzo sinterizzato, preusurati:



Questo è un elemento fondamentale per togliere dal tavolo tutte le problematiche di deformazione dell'ottica sottile (35 mm), che si acclimata molto velocemente. I dati di laboratorio sono stati confermati da prove sul campo, dove l'adattamento termico (delta 5°) è durato circa 20 minuti. Allo star test nessuna deformazione visibile.

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La consueta ventola posteriore (3 a velocità variabile).



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Il supporto laterale basculante, in alluminio massiccio ricavato dal pieno e totalmente regolabile (dall'esterno del cage senza doverlo aprire), per ottimizzare il comportamento al bordo dello specchio.



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La cella di Rapido 450:




Noteremo dunque: il piastrone di fondo, la piastra basculante sui micrometri, 18 punti flottanti montati su cuscinetti, le tre ventole posteriori, i sei appoggi laterali per altazimutale con laterale basculante, il perno centrale di centraggio e anti ribaltamento.

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Edited by maxproject on Sep 4, 2018 at 12:57 PM


Tanto che abbiamo constatato e lo stiamo certificando che fino a 450 mm di diametro gli specchi NortheK non abbisognano di sistemi attivi di termostastazione. Semplici ventole in pochissimo tempo portano in equilibrio il treno ottico. Conseguenza quasi prevedibile considerando la costruizione delle cella primarie e secondarie che non hanno pari nel mercato amatoriale.

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Perchè l'uso dei micrometri?

Bisogna risalire alle origini del progetto e piantare dei paletti ben precisi per capirne le prerogative.

Come sempre RIAFFERMIAMO che un telescopio che si intenda tale ha molti gradi di correzione meccanica, tra questi (forzatamente in un tubo amatoriale il cui peso va contenuto) la corretta distanza tra primario e secondario, che va verificata una volta montato il set ottico nella sua intubazione.

Il costruttore di ottiche ci da un certificato con una distanza tra primario e secondario verificata al banco. Tuttavia quando andremo a montare primario e secondario (soprattutto nei fuochi posteriori), le varie tolleranze meccaniche e OTTICHE ci porteranno leggermente o troppo avanti o troppo indietro rispetto alla misura precisa.

Nasce dunque l'esigenza di ottenere la PRECISA distanza tra i due elementi per:
1) sfruttare al massimo la qualità degli specchi
2) ottenere il back focus corretto.

Ne consegue che :
a) avremo un sistema regolabile in uno dei due specchi o in tutti e due gli specchi;
b) avremo un sistema che consenta COMUNQUE di lavorare su questo rapporto numerico per le opzioni che vedremo più avanti.

I micrometri hanno corse variabili a seconda della loro dimensione.

Se noi osserviamo i tre micrometri posteriori, essendo i medesimi INDIPENDENTI l'uno dall'altro grazie allo snodo sferico, verificheremo che esistono diversi mm di corsa (avanti o indietro) per spostare il piatto che supporta il primario. Ma non basta: in tutte le configurazioni abbiamo un micrometro sul secondario che comanda il relativo spostamento, sommeremo dunque i due valori di corsa totale.

Con questo sistema (che noi verifichiamo e mettiamo a punto prima di consegnare lo strumento) si apre un mondo di possibilità.

1) possiamo variare il back focus dello strumento entro limiti ben ragionevoli a seconda dello schema ottico;
2) possiamo settare in modo preciso il treno ottico in funzione di correttori, spianatori, ecc;
3) possiamo modificare la configurazione in funsione del risultato cercato (es. fotometria).

Questo è ovviamente fattibile nel momento in cui chi ci mette le mani sopra sa cosa fa. Ma - sia ben chiaro - nulla puo' accadere di irreparabile. Alla consegna ogni micrometro ha un segno di regolazione zero, basterà riportarli li e controllare la collimazione.

E' più complicato scriverlo che farlo.

Ora, forse, i nostri colleghi capiranno perchè la vite con la molla e la rotella graduata è una cretinata.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)



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