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WELCOME IN NORTHEK » A volte ritornano ciao a tutti Sep 4, 2017 07:09 PM (Total replies: 3)

Un bentornato anche da parte mia, io sono qui +/- da quando tu hai "interrotto".
Sii positivo almeno la colonna ti era rimasta, certo capisco che dispiace per il taka ma
il destino è beffardo se tenevi tutto il bimbo non si sarebbe interessato, invece adesso
siete in due.
Cool

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Un cavalletto “Tuttofare”. Apr 20, 2017 07:17 AM (Total replies: 0)

Buongiorno.
Ho avuto parecchi dubbi sull'iniziare o meno questo tread, rientrando il soggetto
piuttosto marginalmente nell'ambito di questo forum. Ma credo che si possano trarre degli spunti
interessanti al di là della costruzione in se.

Foto 001 cavalletto.



Sono passato al color rosso tanto per variare, non certo per dispetto a Max, poi è il colore del
suo DP 100.

Foto 001A con mini pantografo.


Ho sempre dovuto accontentarmi dei vari cavalletti commerciali e della cui qualità ho già
accennato anche in altri tread, costosi, traballanti, ingombranti, personalizzati a strumento e anche brutti.
Sto parlando di cavalletti di norma a corredo con piccoli strumenti, non che quelli che
accompagnano strumenti più grandi siano esenti da problemi ma questo esula dal tread.
I due comparsi nelle foto con i pantografi, molto simili tra loro, sono un vero disastro, tubolare di
alluminio spessore sei decimi di millimetro, ingombranti oltre il necessario, troppa plastica, viti in
ferro a volte manco zincato e adatti solo per lo strumento con cui sono arrivati e molto traballanti.
Il cavalletto che accompagnava il 6” arancione solo un poco meglio ma il prezzo da pagare è il peso
e una testa che si presta poco o nulla a modifiche.
Di quelli che ho si salvano solo i Manfrotto per uso fotografico terrestre ma inadatti all'uso con
telescopi e simili o pantografo e comunque molto costosi in assoluto, sulla qualità nulla da
eccepire.
Ne ho due uno pesante e uno da viaggio che ha sulle spalle 23 anni e innumerevoli
bandierine sul globo, eppure è come fosse nuovo nonostante evidenti segni d'uso.

Molte volte sono stato tentato dal provare a costruirne uno ma il problema delle gambe a settori
che devono scorrere uno dentro l'altro mi ha sempre fermato.

Foto 002 con altazimutale manuale.


Il tutto è maturato per caso, avevo in lista di attesa le gambe per sostituire quella persa
dall'anodizzatore (vedi tread pantografo), nonostante il ritrovamento la cosa continuava a
rimbalzarmi per la testa ma fare delle gambe ad altezza fissa in un unico settore poteva essere una
pezza adatta solo per il pantografo grande, non una soluzione e comunque tutto il resto restava di
infima qualità oltre a rimanere dedicato.

Il tutto è cominciato circa un anno e mezzo fa quando un amico mi chiede se posso fissargli un
dispositivo sonar per la pesca sulla barca, era un lavoretto abbastanza semplice. Eseguo un
disegnino a mano, verifico la disponibilità del materiale, manca solo il tubo da 25x25 in alluminio.

Foto 003 sonar.


Mentre freso i pezzi mando il mio amico a comprare il tubo mancante, scusate il racconto ma credo
sia interessante capire come dal caso fortuito si possa risolvere un problema, torna con due metri
di tubo quasi un metro più del necessario e non il solito profilo.

Foto 004 tubo.


Dalla foto: i due diversi profili 25x25 normale e rinforzato, il 20x20 esattamente dentro il 25x25 rinforzato, e il 20x20 dentro il 25x 25 normale.

Foto 005 estratto HBS (in blu)


Il metro di tubo avanzato rimane in garage per parecchio tempo inutilizzato poi mentre sto cercando
di capire come costruire una squadretta per caso infilo un pezzo di tubo da 20x20 dentro il 25x25
rinforzato e con stupore vedo che questo entra piuttosto preciso scorrendo senza impuntamenti.
Al momento lo memorizzo come un fatto curioso e basta.
La molla scatta quando, nell'ultimo viaggetto dello scorso anno, cerco di utilizzare il rifrattore da
80/400 sul cavalletto Manfrotto, manco la Luna si riusciva a guardare, improvvisamente mi rendo
conto che ho tutto quel che serve per costruire un cavalletto con le gambe regolabili, robusto e
versatile con un ingombro e un peso accettabile e sopratutto con le
caratteristiche d'uso come fa comodo a me e probabilmente a tanti altri.

Foto 006 con Joystick e camera canon.


Fissati gli obbiettivi di uso, peso ed ingombro comincio a disegnare i componenti con il cad.

Il target è quello di un cavalletto per tutto quello che si può portare in viaggio, deve portare la testa
altazimutale, il pantografo piccolo ed essere utilizzabile con praticità anche con la camera Canon cioè sostituire il Manfrotto.
Si sono poi aggiunti per strada testa video Manfrotto, Meade etx 90 con testa equatoriale e
astroinseguitore.

Foto 007 testa videocamera



Foto 008 testa eq per etx 90



Foto 009 astroinseguitore


Purtroppo l'etx anche in altazimutale necessita della sua testa eq, i due fori predisposti nella base
hanno un centro fori abbondantemente oltre il diametro della testa del cavalletto.

La sezione quadrata del tubo per le gambe consente di avere un resistenza al carico molto
elevata rispetto al tubo a sezione circolare, con una differenza di peso minima.
Alla fine il peso si attesta a 3,2 Kg Di cui circa 0,6 Kg sono i tre inserti di rinforzo quadri in bronzo
assieme ai tre puntali conici delle gambe che vanno contatto con il suolo. Probabilmente in
alluminio andavano comunque bene e si risparmiava circa mezzo Kg, ormai questi sono.

Foto 010 inserti e puntali in bronzo.


Rispetto alla foto componenti (visibile più avanti), in seguito alle prove d'uso, le tre punte
d'appoggio sono state poi fresate per ricavare un quadro così da rendere più facile il bloccaggio/sbloccaggio.

Il cavalletto blu pesa 2,4 Kg, il mio 3,2 Kg, quello per il tubo arancione 4,3 Kg, il Manfrotto da
viaggio 1,7 Kg, il Manfrotto “grande” non avendolo qui non posso pesarlo. Ricordo 2,8 Kg ma non sono sicuro.

Come elencati sopra, da sinistra:
Foto 011 cavalletti aperti a confronto.


Foto 012 cavalletti chiusi a confronto.


Foto 013 cavalletto del pantografo grande, meglio ricordare il colore originale.


Anche in questa foto la viteria era già stata sostituita completamente con inox e in quello delle due
foto sopra anche i braccetti di sostegno del piatto centrale sono stati sostituiti, quelli originali in
lamiera erano completamente arrugginiti.
N.B. Il cavalletto blu nella foto non è quello del pantografo grande, per comodità ho messo
questo, sono praticamente identici anche se commercializzati da due differenti brand. Cambia solo la
testa che è dedicata allo strumento con cui è arrivato ma hanno gli stessi identici problemi.
Sempre da tener presente che ogni cavalletto ha un suo esclusivo impiego e solo tramite apposite
flange di adattamento sarebbe possibile usarli per altro, non sempre e mai con facilità.
Avendo criticato lo “stile” dei cavalletti commerciali si valuti il mio a proprio gusto.

Foto 013A partcolari cav per tubo arancione.


Anche il cavalletto del tubo arancione non scherza, le gambe inox arrugginiscono, sintomo di una
lega di bassa qualità e le viti di aggancio della montatura pure. Nelle foto per comodità non ho
messo il vassoio ma senza di esso è praticamente inutilizzabile.

L'ingombro:
qui son partite parecchie parolacce prima di rendermi conto che andavo nella direzione sbagliata.
Avevo preso come riferimento il Manfrotto da viaggio ma è stata una cantonata solo dopo qualche
disegno mi sono reso conto che non aveva senso. Quello che mi occorre è un cavalletto sempre
pronto all'uso quindi che si possa lasciare all'estensione desiderata senza doverlo richiudere subito
dopo l'uso nel timore di piegare una gamba durante il trasporto. Dopo parecchi smonta e rimonta
con i cavalletti a disposizione ho stabilito le misure di massima necessarie per lo scopo.
Pur essendo facilmente smontabile è destinato al trasporto su auto, questo ha contribuito ad alcune
scelte costruttive e come conseguenza il dispositivo di blocco in altezza delle gambe, si vedrà poi.

Foto 014 misure ingombro del cavalletto.



Foto 014A altezza aperto nelle tre posizioni prefissate: minima, personalizzata, massima.


Rispettivamente il raggio di ingombro delle gambe in mm: 345, 500, 540. (circa)

Costruzione:
Disegnato il tutto con “DoubleCAD XT 5” free version incomincio le lavorazioni.
Un piacere usare questi programmi di disegno tecnico, facili da usare, facile modificare, facile
assemblare a video e vedere eventuali problemi le versioni free sono un bel regalo per uso personale.

Foto 015 tutti i componenti.


Foto 016 prima e dopo, compreso il minipanto.


Con la sicurezza datami dal cad comincio a lavorare gli snodi ben sapendo che dovrebbero essere
gli ultimi da fare ma sono i più “pallosi” da fresare e preferisco togliermeli di torno il prima possibile.

Alcune fasi di lavorazione.
Foto 017-018



Foto 020-025.


Foto 021-022


foto 023-024


Anche con il cad gli errori sono dietro l'angolo, se poi si vuole fare in fretta senza che ve ne sia bisogno......







Foto 027 questi due fori proprio non ci volevano.



Ho dovuto uniformare i diametri e spessori delle battute di accoppiamento dei tre di partenza più i
tre strumenti, che si sono aggiunti, alla flangia del cavalletto.

Foto 028 modifica diametro joistick Manfrotto.



Foto 029 modifica flangia altazimutale.













Foto 030 testa eq.


Il perno di sostegno della battuta di correzione in azimut non è rosso perché mi sono dimenticato di
farlo e mi sono accorto solo mentre rimontavo il cavalletto anodizzato.
Pazienza alla prima occasione ripasso da Pieter (anodizzatore).

Foto 031 testa videocamera





Foto 032 inseguitore.



Anche il mini panto è stato leggermente modificato ma non visibile tramite foto.
Per il mini panto e la altazimutale è stato semplice mentre per il joystick un casino, la flangia è
tenuta alla sfera da una vite a brugola che non ne ha voluto sapere di svitarsi.
Per evitare di fare danni ho preferito smontare completamente la testa e poi tornire il diametro
flangia da 66 mm circa che era a 59,5 mm lasciandola montata sulla sfera. Il rimontaggio a
impegnato a fondo la mia pazienza e il mio vocabolario di parolacce, le molle interne non volevano
saperne di tornare al loro posto.
Anche per inseguitore e testa video nessun problema invece per la testa eq altro casino piani storti e
diametri fuori centro fra di loro. Mi sono dovuto inventare un sistema di presa al tornio per poter
ripassare il tutto, gli esigui spessori certo non mi hanno agevolato.
Una parola di merito va spesa per il joystick Manfrotto che ha circa un anno in più del cavalletto
Manfrotto (23/24) e si vede dallo stato di usura, eppure funziona come fosse nuovo. Allora era
costato parecchio circa 200000 vecchie lirozze, posso sbagliarmi ma di poco e le valeva tutte.
Pesa 830 grammi decisamente robusto, quasi indistruttibile, quando si progetta bene e non si fa
economia spicciola questi sono i risultati. Per inciso qui tutto era centrato e i piani diritti.
Sia chiaro che non sto tirando la volato alla Manfrotto, son tutte cose con parecchi anni sulle spalle
e non ho idea se abbiano mantenuto questi standard.

Dei sei strumenti il diametro più piccolo era la montatura altazimutale che quotava 59,8 mm.
Ho portato tutto a 59,5 dovendo ripassare anche la altazimutale perché i piani di appoggio erano
parecchio storti, i diametri erano centrati.
Per l'astro inseguitore oltre il diametro flangia si è reso necessario sostituire la manopola di
regolazione in elevazione con una più lunga, l'originale andava ad appoggiare sul piano
della flangia del cavalletto.

Foto 033 prova di carico con incudine da 10 Kg.


Un amico che abita qui vicino mi ha prestato uno dei suoi incudini per uno dei primi test di carico,
fa la collezione di incudini ne ha una decina. Avevo mentalmente catalogato la cosa come
“stranezza” ma poi ho pensato a quanti telescopi ho in casa e derubricata a “particolare”.

Il cavalletto dispone di un sistema di regolazione per l'apertura massima delle gambe e serve anche
per la messa in bolla una tantum della testa rispetto alle gambe. Per il livellamento sul campo i
puntali hanno una escursione di circa 40 mm per aggiustare il piano.

Foto 035 puntale.


Ho aggiunto, anche se non necessario, un vincolo centrale fissato con cavo di acciaio inox alle
gambe, giusto una sicurezza. Al centro ho messo una bussola, in questa posizione non viene
disturbata da componenti metallici vari che vengono montati sulla testa.. I test d'uso sono stati
eseguiti senza il vincolo centrale.

Foto 036 vincolo e bussola.


Per la regolazione delle gambe ho fatto un ragionamento al contrario cioè a tutte le volte che ho
tirato “**********” per stenderle alla stessa lunghezza con i soliti cavalletti senza andare a fine
corsa dove sono particolarmente traballanti e allora ho preferito una robusta chiusura con vite
filettata passante e tre differenti fori per gamba. Uno alla minima altezza possibile, uno alla
massima possibile e uno regolato sulla mia altezza con preferenza per l'uso con il joystick
Manfrotto.

Foto 036A sistema di blocco


Foto 036B manopole bloccaggio per altezze predefinite.


Rimane comunque possibile una regolazione in qualunque posizione, escludendo l'esatta
corrispondenza ai tre fori, scambiando le tre manopole di blocco con le tre alloggiate sul tubo da 20x20.
A differenza delle altre che lavorano sull'interno del tubo con un puntale in inox, queste premono
sull'esterno e permettono di serrare in qualsiasi posizione eccetto dove sono i tre fori. Per evitare di
segnare il colore ho posto un inserto in nylon sul terminale del filetto.
Se proprio si volesse usarle anche dove ci sono i fori basta estrarre il 20x20 e inerirlo girato di 90°.

Foto 037 manopole con punta in nylon.


Le tre altezze predefinite si sono rivelate particolarmente azzeccate, non fosse stato per testarlo non
avrei manco provato le tre manopole con punta in nylon. Resta l'eventualità di dover livellare in
condizioni di terreno particolarmente sconnesso con grande differenza di estensione tra le tre
gambe, tipo foto macro, in questo caso le tre manopole sono sempre a disposizione con un aggravio
di peso di soli 50 grammi totali.

.
Foto 038 manopola nylon e alloggiamento.


Ovviamente l'alloggiamento è idoneo per entrambi i tipi di manopola.

Per il joystick, ho preferito fare la vite di blocco che si fissa con filetto alla flangia cosi da evitare il
rischio di perderla durante il trasporto. Naturalmente serve anche per tutti gli strumenti che hanno
un filetto da 3/8 femmina.

Foto 039 vite di aggangio per joistick.



Foto 040 vite in posizione di lavoro.


Questa trova alloggiamento nel fianco della flangia quando si monta altro.

Foto 041 alloggiamento vite per joystick



Nella testa trova posto una livella a spirito e una piccola bussola. La bussola l'avevo aggiunta
quando avevo deciso di eliminare il vincolo centrale che già portava la bussola. Poi ci ho ripensato
ma ormai il foro nella flangia era stato fatto.


Un paio di foto eseguite durante i test.

Foto 042



Foto 043


Si possono vedere le due nubi di Magellano, solo la grande nella foto 42.
Il grandangolo le fa apparire piccole ma posso garantire che la grande è veramente grande e
non si chiama nube per niente.
La ripresa eseguita con camera Canon con 24 mm la prima e fisheye posto a 8 mm la seconda.
Senza inseguimento con una serata particolarmente favorevole, la prossima volta cerco di non
dimenticare l'inseguitore sulla scrivania di casa.

Costi:
Non ho tenuto un conto preciso dei costi ma va da se che in questo caso la parte onerosa è
nelle lavorazioni che hanno richiesto parecchie ore, pur tenendo presente la produzione singola ma
essendo made in Frank's garage sono a costo “zero”.
Per il materiale il conto è presto fatto: 3,2 Kg di finito che possiamo arrotondare, esagerando, a
6 Kg di grezzo per 7euro al Kg, un materiale per l'altro, fa 42 più 11 euro per anodizzare fa in totale 53 euro.
Non male per un cavalletto multifunzione e “multirobusto”, intendo che nei test durante il trasporto
è sempre stato caricato pronto all'uso e maltrattato ben oltre quel che sarà nel normale utilizzo, ha
subito lo stesso trattamento del mini pantografo.
La cosa più importante è che non vi sono compromessi, fa tutto quello che mi serve.
Il cavalletto è stato anodizzato dopo i test.
L'unica incognita, che testerò da qui in avanti, riguarda le tre parti di gamba da 20x20 che scorrono
a strisciamento dentro il 25x25. Forse un uso piuttosto intenso di apri e chiudi potrebbe portare
segnare malamente il colore nel caso sarebbe solo un problema estetico.
Altra cosa importante è la possibilità di intervenire facilmente sulla flangia di
accoppiamento strumento con modifiche per nuovi strumenti o addirittura sostituirla a necessità
con una differente, dedicata, in meno di cinque di minuti.
Ritengo una vergognosa carenza della maggior parte dei costruttori (in campo astronomico quelli
fotografici sono un'altra storia) di fornire cavalletti con ridicole teste “ ad minchiam” invece di una
semplice flangia come quella sopra, risparmiano qualche etto di materiale ma rendono di fatto il
cavalletto una ciofeca.

Mi pare di aver detto tutto, grazie per l'attenzione.
Naturalmente per maggiori dettagli riguardo la costruzione basta chiedere.

Regards
Edited by Frank on Apr 20, 2017 at 08:06 AM
Edited by Frank on Apr 20, 2017 at 08:08 AM

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Apr 19, 2017 06:30 AM (Total replies: 38)

Dopo altre prove sul campo e circa 4000 Km di maltrattamenti nel vano di carico, ecco l'ultimo e definitivo up grade.
Ho optato per l'anodizzazione.



L'utilizzo con il rifrattore 80/400 a segnato il limite sopportabile dal minipantografo, sebbene di peso modesto (circa 2,3 Kg, angolare e oculare inclusi) una volta pronto all'uso e in posizione di fuoco, lo sbilanciamento sul tubo di supporto è notevole e occorre registrare i due dadi con molta pazienza per ottenere un movimento accettabile.
Ho aggiunto al rifrattore un piccolo contrappeso in ottone da circa 300 grammi per ovviare al problema.



Così è decisamente più rapido trovare il giusto serraggio dei due dadi di registro e il movimento si può definire fluido.
NB il contrappeso è fissato sulla slitta del rifrattore, non sul pantografo.

Ho costruito una tendina da usare con il pst, un piccolo riparo dal Sole, che da parecchio sollievo.



Alla fine si è rivelato un oggetto pratico e poco ingombrante che da parecchia soddisfazione quando si osserva senza un target particolare. L'uso con il rifrattore 80/400, non previsto nella costruzione è stata la ciliegina sulla torta che mi ha permesso, assieme a due carissimi amici, una particolare nottata di osservazione sotto un dark sky, veramente dark che resterà impressa nella mia e nella loro memoria.
Cool

SE IO FOSSI NORTHEK. » System chart NortheK. Apr 3, 2017 11:01 AM (Total replies: 17)

Bravissimo Max, finalmente ti sei deciso.
Non vedo l'ora di vedere le modifiche (miglioramenti) e qualche foto del "pezzo" finito.
Cool


Ciao Enrico, grazie per il divertente tread.

Se non ho letto male sulla foto la "poltrona" dovrebbe essere sorella di questa:



Era apparsa nel 2006 su:

http://www.skyandtelescope.com/astronomy-equipment/laid-back-astronomy/

Per quel che ne so non è mai realmente entrata in produzione, anche la sorella maggiore non sembra essere
stata fotografata di recente.
Per quella "minore"il perché mi pare evidente solo a guardarla.
Il go to della maggiore credo sia stata la miglior battuta.
Notare il prezzo in fondo all'articolol...................... hahahaha.
Si può anche fare un affarone qui:

http://www.astromart.com/classifieds/details.asp?classified_id=438476

Cool

SPUNTI DI DISCUSSIONE » Progetto Voyager 3 Feb 10, 2017 09:31 AM (Total replies: 6)

Sorry ho dimenticato, quando ho visto il filmato mi è subito venuto in mente questo:

https://vimeo.com/70532693

Probabilmente già lo avete visto, ma vale la pena segnalarlo.

Cool

SPUNTI DI DISCUSSIONE » Progetto Voyager 3 Feb 10, 2017 09:23 AM (Total replies: 6)

Unbelievable!!!!!!!!

Che lavorone e che risultato.
Oltre che spettacolare è decisamente interessante.
Bravo Andrea e complimenti a tutti i partecipanti, son cose che danno soddisfazione.
Mi viene una riflessione, solo 25/30 anni fa era inimmaginabile un simile risultato.
Chissà se tra altri 20 anni, grazie alla tecnologia, si guarderà con sufficienza questo filmato??

Cool


Buongiorno.
Concludo con la Lazyscope, finalmente è completa.
Con l'utilizzo ho dovuto ottimizzare alcune cose e modificare un poco il circuito elettrico per
renderlo più efficiente e pratico.
Fatte queste modifiche e verificate sul campo (tetto) finalmente son potuto passare alla finitura estetica.
Anodizzare il tutto era impensabile, troppo complicato e costoso così ho ripiegato sulla verniciatura.
Ho seguito la stessa trafila spiegata per il pantografo e il risultato mi pare buono, gusti a parte naturalmente.








Sostituito il misuratore di carica per le batterie con uno più adatto e messo l'interruttore per non infastidire la visione al buio.
Ho cercato dappertutto uno con luce rossa ma non sono riuscito a trovarlo.
Sono pure riuscito a sbagliare il lato per il foro del pin di connessione.................



Ho usato un pannello in perspex per chiudere un lato della scatola di riduzione, oltre che comodo per controllare mi pareva anche piacevole poter vedere l'accoppiamento.



Non ho installato la cella Peltier sul porta birra, consuma troppo e la ventola di raffreddamento è
parecchio fastidiosa dopo qualche prova ho rinunciato.

Cool

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Jan 29, 2017 07:47 AM (Total replies: 38)

Un paio di suggerimenti:

Nel caso il feltro trovato non abbia una buona consistenza e il pantografo tenda a molleggiare sulla posizione
si può provare a fustellare dei dischetti in plastica da un blister qualsiasi, di cui ormai sono piene le pattumiere,
quindi frapporre il feltro tra due dischetti e provare in questo modo a registrare i dadi.
Ho fatto qualche prova e pare funzionare, scivola bene e il feltro comprimendosi garantisce una regolazione del movimento.







Altro problema è l'alluminio, se i tubi sono di alluminio al naturale oltre ad ossidarsi e
assumere un colore grigio spento tendono sempre a sporcare le mani.
Se invece fossero di alluminio anodizzato sarebbe solo un problema di estetica.
Ad esempio il primo pantografo era di tubi anodizzati e non vi è stato alcun problema, l'ho fatto diventare blu solo per estetica.

Le soluzioni sono solo due: anodizzare o verniciare.

L'anodizzazione è sicuramente la scelta migliore però con l'incognita dei costi.
La verniciatura pur essendo una rottura di scatole è fattibile con un costo molto contenuto e seguendo le indicazioni sotto con un buon risultato.

Preparazione: grattare tutte la superfici con una spugna a grana per finitura (vanno bene anche quelle per
il legno ) in modo da togliere la patina grigiastra ma lasciare una rugosità su cui si aggrappa la vernice.
Utilizzando un diluente pulire per bene tutti i pezzi e da ora evitare di toccarli a mani nude.

Essendo pochi pezzi una bomboletta spray dovrebbe essere d'avanzo, ora viene la parte più delicata.
Per un buon risultato occorre portare i pezzi ad una temperatura di circa 50/60 C° e poi velocemente spruzzarli.
Ho recuperato un forno a microonde rotto che disponeva anche del riscaldamento a convezione ancora efficiente.
Per sicurezza ho eliminato tutta la parte a microonde e lo tengo solo per verniciare.




Non è facile trovare la temperatura giusta i pezzi sono molto leggeri e si raffreddano rapidamente,
occorre fare qualche tentativo. Se troppo freddi è inutile se troppo caldi la vernice si cuoce e si presenta a buccia di arancia.
Appena verniciati vanno rimessi in forno sempre attorno ai 50/60 C° e lasciati raffreddare nel forno.
Anche così occorre aspettare un paio di giorni prima di maneggiarli, per essere sicuri che siano perfettamente asciutti.
Per i pezzi troppo lunghi che non entrano in forno e per chi non ha un forno si può usare una heat gun,
scaldando i pezzi immediatamente prima e subito dopo averli spruzzati.



Ovviamente così il tutto è più approssimativo ma con qualche tentativo si fa subito la mano e il
risultato è comunque buono. In questo caso l'attesa di un paio di giorni è tassativa anche se pare che
sia immediatamente asciutta non è così, qualche zona meno esposta al calore o con maggiore spessore
di vernice potrebbe ancora appiccicarsi alle dita e il danno è fatto.
Se si è stati bravi nello spruzzare una mano è sufficiente altrimenti ripetere il tutto per la seconda.

Le parti dove scivola il feltro vanno protette, meglio lasciarle al naturale. Per mascherarle la cosa più semplice da
fare è utilizzare una vite con dado per bloccare due rondelle ( una per parte ) a fascia larga sulla parte da non verniciare.
Attenzione a non toglierle prima che siano passati i due giorni.







Se non si stringe a sufficienza il dado...............




Se si usano i dischetti tranciati dal blister la vernice non dovrebbe dare problemi ma non ho fatto alcuna prova.

Regards

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Jan 15, 2017 04:52 AM (Total replies: 38)

Rieccomi, non voglio tediare con la storia di Pieter ma ci sono news.

Innanzi tutto grazie Max per il post, interessante questo aspetto di condivisione che hai sottolineato del forum di natura commerciale, non ci avevo pensato.

Devo fare un piccolo passo indietro, quando successe il fattaccio con il primo cavalletto non mi arrabbiai con Pieter, mi sembrava una brava persona ed ero convinto che la cosa si sarebbe risolta.
Dissi amichevolmente a Pieter la stessa cosa scritta nel forum cioè che avrei rifatto le gambe del cavalletto.
La settimana prima di natale porto il secondo cavalletto a Pieter che era in ferie e lascio detto di farmi sapere il costo e tempi di lavorazione. Non avendo ricevuto nessuna chiamata ero un poco preoccupato, decido di andare direttamente senza chiamare, ero in zona.
Sotto il risultato, i pezzi erano pronti e non vi è stato modo di pagare il lavoro, ha rifiutato il denaro scusandosi ancora almeno una ventina di volte per il il fattaccio precedente.



A volte mantenendo la calma e un atteggiamento positivo si riesce a risolvere il tutto, vero che è
occorso un anno.
Pieter ha definitivamente conquistato un cliente e io la sua fiducia.
Se a suo tempo fosse finita a stracci in faccia ci avremmo rimesso tutti e due.

Regards

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Jan 11, 2017 07:01 AM (Total replies: 38)

Nell'ultimo post accennavo al limite di non poter osservare allo zenit, a dirla tutta la prima versione prevedeva la testa con i tubi inclinati ma dopo aver rimuginato per qualche giorno su come fare ero giunto a conclusione che complicava troppo il tutto.
L'altro ieri testardamente ho voluto provare per capire se fosse veramente molto più complicato e l'accoppiamento dei due tubi da 20x20 con quello da 25x25 si è risolto abbastanza facilmente ma cade uno dei quattro vincoli iniziali cioè ridurre al minimo il ricorso a macchina utensile.

Comunque ecco foto del risultato e passaggi di lavorazione. Non mi pare occorrano disegni, l'unica
differenza con il disegno precedente è la fresatura dell'alloggiamento e il differente fissaggio, spiegato nei passaggi sotto.



Il piano di contatto tra i tubi è fresato a 25° e riduce l'altezza del tubo rispetto alla verticale di circa 8,5 mm, ho allungato di 10 mm per compensare.



Se montata girata di 90° aumenta la distanza dal supporto e rende ancora più agevole l'uso allo zenit.



Con due fori di guida a 90° si può passare da una posizione all'altra in pochi secondi.
Ovviamente la maniglia si ribalterà al contrario della posizione di primo montaggio.
Per averla dalla parte giusta occorre girare il tubo porta strumento.



I 10 mm di compensazione hanno consentito alla maniglia di girare senza urtare il 25x25.



Non che avessi pensato alla maniglia, semplicemente visto che tutto andava bene cambiare dove non necessario..............



Nella posizione più sporgente si perdono circa 6 cm in altezza da terra rispetto a quello con la testa dritta.
Sarebbe facile recuperarli allungando i tubi ma il rischio di rendere il tutto instabile è alto.

I passaggi di costruzione sono semplici:



Partento da un tondo da 20 mm in aluminio lo si fresa quadrato per entrare nel tubo da 20x20 per circa 40 mm.



Posizionati nei tubi, con lo stesso sistema dei quadri precedenti li si fissa ai tubi, devono entrare forzati



Una vite da M5 per 15 mm è più che sufficiente.



Occorre bloccarli con una vite prima di fresarli per essere sicuri che non si muovano.
Importantissimo fresarli assieme anche una piccola differenza di inclinazione della fresatura verrebbe amplificata sulla lunghezza in modo da renderli inutilizzabili.
Questo foro va posizionato con cura in modo che rimanga poi all'interno del profilo del 25x25 e non essere di intralcio alle viti di fissaggio.



La lunghezza della fresatura è circa 8,6 mm, questa misura è risultante dai 25° di inclinazione fresando fino allo spigolo, in modo che non rimangano gradini.



I due alloggiamenti sul tubo da 25x25 vanno fatti di conseguenza cioè eliminando una parete del tubo, come in quelli dritti, e esattamente
metà di quella a 90° corrispondente, quest'ultima farà da battuta per il 20x20.








I tubi devono entrare forzati negli alloggiamenti, come sotto devono rimanere in posizione anche
senza le viti di fissaggio.



Verificato che tutto è come deve, si può procedere a posizionare una vite da M6 per 15 mm, alla base del tubo da 25x25 che renderà il tutto ben solido.
La vite è centrata sul quadro solido inserito nel tubo 20x20.
Per cronaca: questa volta l'errore della distanza tra i due tubi è venuto di 26 centesimi di mm. Quasi 3 volte l'errore precedente che era di 9 centesimi. Avevo stimato che fino a mezzo millimetro non ci sarebbero dovuti essere problemi ora posso dire che fino ad un quarto di millimetro non ve ne sono.






Questo è tutto quello che occorre, non molto di più del precedente ma con la differenza che fare questo di sola lima sarebbe una bella impresa, comunque non impossibile.




Pulito, lucidato e pronto all'uso.

Regards

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Jan 6, 2017 05:51 AM (Total replies: 38)

Parte 8.

Da non dimenticare che manca l'aggancio al cavalletto e senza questo è tutto inutile.

Questo è quello che ho costruito per il mio:





Ho voluto fare una prova con una specie di cuscinetto, acquistato su una bancarella per pochi centesimi e che avevo già utilizzato in un altro lavoro. Non ne vale la pena, a strisciamento, lavoro molto più semplice si ha lo stesso risultato. Farebbe invece comodo un reggispinta a rullini sotto la rondella in ottone dove c'è il seiger così da poter stringere un poco più energicamente il dado da M12 che blocca il tutto sulla testa del cavalletto.



Non ho ben capito cosa sia e a cosa servisse era una confezione da 12 pagata meno di 2 euro, acquistata per curiosità.



Interporre qui un reggispinta darebbe sicuramente soddisfazione maggiore del simil cuscinetto e consiglio di farlo anche se occorre fare una rondella con la guida per il reggispinta.
Erano gli ultimi due rimasti.
Mettere il reggispinta agevola molto lo smonta e rimonta dal cavalletto, rimane comunque efficiente anche la soluzione con semplice rondella. Come si vede nella foto d'insieme dei componenti, ho provato entrambe le soluzioni, occorre solo un poco di pazienza quando si regola il tiro del dado.



Tutto questo sopra si può tranquillamente sostituire con questo:




Il disegno sotto è +/- adattabile a qualsiasi cavalletto per astronomia.



Funzionerebbe come il pantografo precedente, a strisciamento. Se il cavalletto a disposizione non ha un piano adatto come superficie si dovrà interporre un anello su cui farlo scivolare.
Il cavalletto che ho utilizzato era venduto dalla Meade per l'etx 90.
Il pezzo di tondo da 60 di diametro per circa “120 mm” di lunghezza necessario, pesa poco meno di un Kg ed il costo dovrebbe aggirarsi tagliato a circa 7 euro più la lavorazione.
Il 18x18 è indicativo e varia in funzione dello spessore del tubo da 25x25, ovviamente dovrà entrare nel tubo quadro con minor gioco possibile ma in maniera agevole. Vale anche qui il discorso dello smontaggio dalla parte del quadro, senza dover allentare il dado da M12, rende tutto più rapido e comodo.
L'accoppiamento è piuttosto critico occorre fare attenzione che il tutto rimanga in squadra, quando si eseguono i due fori M6 conviene seguire la stessa procedura del perno di rotazione, cioè forare i due pezzi assieme e fare il secondo foro dopo che si è serrata la vite sul primo.

Tirati i conti mi è venuto a costare circa 16 euro, completo di tutto come in foto, avendo recuperato quasi tutto dal rottame del fabbro e calcolando al millimetro il poco materiale da barra utilizzato.
Sono escluse dal conto le lavorazioni essendo “Made in Frank garage”.



Al momento è piazzato sulla colonna, ho deciso di rischiare nuovamente con l'anodizzatore e il cavalletto è in lavorazione, appena finite le ferie provo ad andare a recuperarlo.
Speriamo bene.............................

Lo dico ora anche se era meglio nella premessa, meglio tardi che mai.
Un limite di questa costruzione è l'impossibilità di osservare lo zenit, utilizzando strumenti non angolati, senza assumere pose da contorsionista, è il prezzo da pagare per una testa di facilissima costruzione.

Mi pare ci sia tutto per poter cominciare e finire. Per qualsiasi dubbio, inesattezze o altro basta chiedere, in particolare per i disegni che ho eseguito alla “buona”.


Thanks and Regards.

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Jan 4, 2017 06:04 AM (Total replies: 38)

Grazie Enrico, "grande" di età.

Proseguo con il "minipanto".

Parte 7.

Dovrebbe esserci tutto, si può passare alla verifica economica.




Per l'elenco dei componenti mi atterrò alla numerazione della foto sopra.
Escludendo per ora il 19.

01-04-05-07-08: tubo alluminio 20x20 sp.1,4 mm lunghezza 1300 mm (incluso 105 mm salva dita)
03 : tubo alluminio 25x25 sp. 1,8 mm lunghezza 300 mm
02-06 : tubo alluminio 25x25 sp. 3,2 mm lunghezza 350 mm
Il costo del tubo è difficile da quantificare se comprato in verga da 2 m nei vari “brico” dovrebbe essere di circa 35/40 euro ma l'unico che varrebbe la pena acquistare è il 20x20 vista l'esigua quantità delle altre due misure. L'unica via per risparmiare è cercare nel rottame da qualche artigiano i pezzi necessari e con un poco di fortuna con una decina di euro si portano a casa i tubi già tagliati a misura. Lo spessore può essere cambiato senza problemi adattando i pezzi di conseguenza.
Per il 25x25 (02 in foto) meglio uno spessore adeguato al compito. Sono comunque convinto che anche uno di spessore minore sia sufficiente ma non ho provato.

09-10: meno di mezzo Kg di ottone o bronzo solo qualche euro di materiale più la lavorazione che in totale prende meno di un'ora ma qui se ci si deve affidare ad un tornitore si va a contrattazione.
Si può anche usare del normalissimo ferro avendo cura di frapporre all'alluminio delle rondelle inox e mettendo in conto che se non si vernicia si ossiderà.

09-10-11-12-13-16: Bulloneria inox più precisamente in ordine:
vite M6 x 15 testa brugola 1 pz.
vite M6 x 15 testa brugola 2 pz.
vite M6 x 60 testa brugola + 1 dado autofrenante M6 + 2 rondelle per M6 ( nella foto è un pezzo di barra filettata con due dadi, fa lo stesso lavoro ma con la vite uguale a quelle del movimento si ottimizza)
vite M6 x 60 testa brugola 4 pz. + 4 dadi autofrenanti M6 + 8 rondelle x M6 ( sostituiscono quelle in nylon della foto, mentre per quelle centrali si passa al feltro).
vite M5 x 10 testa brugola 4 pz. + 4 dadi normali M5.
dado M10 autofrenante 3 pz.
Forse 5 euro in tutto e se si opta per viteria zincata ancora meno.
Un foglio A4 di feltro circa mezzo euro.
Il conto al risparmio si assesta tra i 30 / 40 euro. Difficile essere più precisi se si punta all'economicità assoluta.

Il particolare 22 è la vite per bloccare lo strumento e potrebbe essere difficile se non impossibile trovarla in commercio sufficientemente lunga. Consiglio di mettere in conto anche questa, peraltro è semplicissima da fare. La cosa più semplice è prendere una vite M6 di adeguata lunghezza e ripassare il filetto con la filiera da ¼ per i pochi giri che occorrono e dovendo andare in battuta sul tubo senza grande sforzo non ci sono problemi.



Ho messo una rondella in nylon non proprio “perfetta” per non farla cadere dal foro, si può usare una guarnizione in gomma per rubinetti che fa lo stesso.


Se si decide di mettere anche la maniglia accanto allo strumento (il numero18) questo è il necessario: tondino da 8 mm in alluminio lungo 105.




La sporgenza massima è 76 mm se non si vuole toccare la base della testa.




Una foto in più, anche se ripetitiva non guasta.



Dal costo sono esclusi i tappi in plastica per i tubi, non necessari ma esteticamente gradevoli, la verniciatura e tutti quelle parti che ho ritenuto opzionali.
Il contrappeso va valutato bene nel costo, è sicuramente più economico un tondo di ferro da rottame
ma ancor meno elegante anche se più facile da ottimizzare tramite forature di alleggerimento.
La posizione ovviamente può anche essere variata facendo più fori sul tubo, si avrà una regolazione grossolana ma meglio che niente.
Rispetto al piombo sarà anche più ingombrante essendo il peso specifico circa il 30% inferiore.

Regards

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Jan 2, 2017 04:44 AM (Total replies: 38)

Parte 6

Dunque, dalla foto direi che ci siamo abbiamo tutto l'occorrente tranne tre particolari di cui solo uno ritengo indispensabile farlo come in foto.



Il tubo corto centrale serve come sicurezza per non rischiare di schiacciarsi le dita, specialmente durante il trasporto. Questo va assolutamente messo.
Ho utilizzato un pezzo di tubo da 18x12 lungo 105 mm. Si può usare anche tubo da 20x20 che esteticamente è più gradevole ma l'avevo finito.
Va posto al centro come in foto e lasciato libero di ruotare assieme ai due tubi così da non consentire che vadano in pacco. La lunghezza di 105 mm e per evitare il rischio di impuntamenti se troppo corto quindi un poco più lungo ma non più corto.
Ho messo una rondella in nylon, in feltro fa lo stesso, serve solo per mantenerlo in linea con gli altri tubi.



La maniglia è comoda ma non indispensabile, così come la posizione è una preferenza personale.



Bastano 190 mm di tondino in alluminio diametro 5 mm. Filettarlo M5 per 35 mm di lunghezza da entrambe le parti e poi piegarlo in morsa, meglio se a caldo, in modo da ottenere due lati lunghi 60 mm.
Quindi misurare l'interasse e forare il tubo da 25x25 di conseguenza, per la posizione fare solo attenzione a non interferire con le altre viti.

Il terzo è invisibile nella foto se non per le due viti poste sul tubo nella parte sinistra.
Si tratta della guida per il contrappeso.




Un pezzetto di esagono da 17 mm in bronzo, il 17 nominale entra comodamente nel tubo, mentre occorre dare un colpo di lima a due spigoli per farlo passare, ho quotato anche questi 17 mm ma è sufficiente che passi quel che viene viene. La vite da M4 serve per tenerlo in posizione quando il contrappeso non è inserito e non deve arrivare al foro diametro 8 mm dove scorre la barra del contrappeso. Quella da M6 quando si stringe per bloccare il contrappeso rende tutto sufficientemente solido. Per l'esagono si può usare come nell'altro pantografo uno di quelli zincati reperibile in commercio ed eliminare il filetto passando la punta da 8.
Oppure usare della barra filettata come sostegno del contrappeso.




Inserisco foto e disegno della parte contrappeso ma la ritengo troppo macchinosa da realizzare mantenendo i propositi all'inizio elencati.
Ho usato un tubo in alluminio diametro 50 mm, tornito due tappi sempre in alluminio e fissati con delle viti da M4 come in foto. Il tubo e riempito con del piombo e fissato al pantografo tramite il tondo in ottone da 8 mm. Con un peso totale di 1,7 Kg si bilancia comodamente 1,5 Kg di strumento, stando tutto dentro.







Molto più semplice usare un peso da palestra da 1,5 o 2 Kg e fissarlo nel punto di equilibrio senza alcuna regolazione con una semplice vite. Sicuramente non sarà un esempio di estetica ma rispetterà pienamente le necessità “Progettuali”, ammesso che si usi un solo strumento.

Regards

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Dec 31, 2016 02:21 PM (Total replies: 38)

Nella parte due ho sostituito il disegno dei due tubi da 20x20 laterali nella testa .
Non è cambiato nulla ho solo aggiunto una vista che rende meglio l'interpretazione delle foto.
Anche se era nelle premesse, mi è parso che due differenti viste nell'unico disegno fosse troppo "garibaldino".
Sorry.
Edited by Frank on Dec 31, 2016 at 02:22 PM

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Dec 31, 2016 04:22 AM (Total replies: 38)

Parte 5.

Proseguendo nella parte leve diventa tutto più semplice.
Basta tagliare con buona precisione e rispettare l'interasse dei fori di 235 mm forando i tubi contemporaneamente per ottenere un buon risultato. Valgono le stesse avvertenze e consigli del
pantografo precedente.

I componenti in linea di assemblaggio:

Tubi orizzontali da 20x20 sp. 1,4 mm
Tubi verticali da 25x25 sp. 3,2 mm




Estratto da sopra:




I due fori da sei sono solo in una parete del tubo, così disegnati per il solito motivo, non serve passarle entrambi dovendo le viti far aderire rigidamente il tubo al supporto che verrà utilizzato per accoppiarlo al cavalletto.
N.B. I fori nei quadri devono essere filettati se si fanno dei fori passanti non filettati e si utilizza un dado dalla parte opposta del tubo si otterrà un accoppiamento meno solido o addirittura lasco, oltre a complicare il tutto. Ho previsto una vite lunga 15 mm per l'accoppiamento quindi questa è la lunghezza necessaria del filetto nei quadri.
Nel quadro in bronzo il foro per M6 passante agevola la maschiatura che può anche essere eseguita per tutto il foro.

I fori che servono per accoppiare i pezzi quadri ai tubi conviene realizzarli in questo modo:
Per i perni della testa:
Inserire il quadro nella corretta posizione dentro il tubo, cioè esattamente a filo con il taglio del tubo, meglio un filo dentro ma non sporgente. Con un morsetto bloccarlo stringendo il tubo. L'esiguo spessore del tubo tenderà a schiacciarsi sul quadro impedendone lo scivolamento durante la foratura, non serve forzare molto. Quindi forare con la punta per la successiva maschiatura M6. Una volta tolto il quadro si può allargare il foro sul tubo al diametro della vite, prima centrate il foro sul trapano utilizzando la punta per la maschiatura. Se si dispone di una morsa sul trapano il tutto è molto più semplice.

Per immagine:



Se si frappone tra il morsetto e il tubo del compensato si evita il rischio di segnare l'alluminio nel caso si sia serrato con troppa forza.

Per il perno di rotazione alla base della testa il morsetto è inutile, con 3,2 mm di spessore occorrerebbe stringere con troppa forza, in questo caso avendo il diametro 30 mm sopra il quadro da 18x18 che fa da battuta è facile tenerlo in posizione con la mano.
Stesso discorso per l'accoppiamento tubo-”rotazione su cavalletto”.

Dei due tubi da 25x25 spessore 3,2 utilizzati solo quello di accoppiamento al cavalletto necessita di tale spessore, quello che supporta la testa potrebbe anche essere a minor spessore come il tubo alla base della testa ma lavorando in parallelo meglio se i due tubi sono di identica sezione.

Per poter assemblare i tubi e verificare il movimento occorrono i perni di accoppiamento e gli spessori morbidi da frapporre tra i tubi su cui poi agire con il tiraggio dei dadi per regolare il movimento.



Ho provato ad usare direttamente delle viti testa a brugola da M6 x 60 mm inox e sembrano funzionare un perno in ottone filettato come nell'altro pantografo è sicuramente meglio ma questa è la soluzione più semplice ed economica. Stesso discorso per gli spessori, avevo a disposizione un pezzo di nylon tondo diametro 16 mm e ho voluto provare ad usarlo.
Funziona bene ma non noto grande differenza con il feltro e quest'ultimo è più semplice da preparare.
Il nylon è una rogna da lavorare quando si scalda durante la lavorazione tende ad indurirsi e diventa difficile da rifinire.
Molto più semplice fustellare da un foglio di feltro i dischetti necessari.



Occorre un foglio di feltro spessore un paio di mm può andare, un pezzo di tubo da 20 mm esterno da affilare da una parte per fustellare il diametro esterno e una fustella da 6 mm facilmente reperibile in commercio a basso costo. La mia serie di 10 fustelle tra cui il 6 mm in foto è costata 5 euro. La formetta per realizzare il foro da sei mantenendo il disco centrato non è indispensabile con un poco di pazienza si riesce anche ad occhio e una piccola scentratura oltre ad essere ininfluente non sarà poi visibile. Per quelle esterne le solite rondelle inox per M6 meglio a fascia larga. Attenzione ad utilizzare un feltro compatto tipo quello per le le gambe delle sedie, altrimenti si rischia di avere un leggero, ma fastidioso, molleggio nel movimento.

Regards

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Dec 29, 2016 05:12 AM (Total replies: 38)

Parte 4.

Perno, in bronzo, di rotazione testa e accoppiamento tubo quadro 25x25 spessore 3,2.



La quota “19” è la lunghezza del filetto.

Rondella in bronzo per il perno.





Anche per questo in seguito alla verniciatura ho applicato i due feltrini. Valgono le stesse considerazioni precedenti.
Il quadro è quotato con un decimo di millimetro di gioco sul tubo, qui è meno importante la precisione
dell'accoppiamento l'importante è che una volta bloccato con la vite diventi un corpo unico e rigido con
il tubo. Va da se che se entra agevolmente senza gioco tanto meglio.
Se fosse necessario si può aggiungere una vite di blocco a 90° rispetto a quella quotata.
Preferisco agevolare l'inserimento del quadro senza difficoltà perché se fosse necessario smontarlo
per ridurne l'ingombro si evita di toccare il dado di registro movimento della testa lasciandola belle pronta all'uso.
La lunghezza del perno fuori dal tubo andrà ottimizzata dopo che si è trovata la miglior soluzione
tra spessore rondella e spessore feltrini. Meglio evitare di lasciare sporgere il filetto più del necessario.



I componenti per unità:



Questo dovrebbe essere il risultato:




Per assemblare si dovrà prima accoppiare il tubo porta strumento con i due verticali e poi agganciare il tutto al tubo da 25x25.

Regards
Edited by Frank on Dec 29, 2016 at 05:16 AM

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Dec 27, 2016 06:58 AM (Total replies: 38)

Parte 3.

Se si è riusciti in questo accoppiamento allora si può proseguire con gli altri componenti.

Tubo porta strumento:



Il tubo da 20x20 sp. 1,4 mm su cui va lo strumento. Il foro centrale è per fissare lo strumento con il classico filetto per binocoli.
La lunghezza totale dovrà tener conto dello spessore delle rondelle se si decide per l'inox o altro.
Non si vede il foro per la maniglia, non essendo necessaria lascio che ognuno decida come preferisce. Nel caso la si metta attenzione a non forare a cavallo del perno in bronzo.
Anche i due fori da sei per bloccare i perni o preferito metterli in linea con il foro centrale girandoli di 90° rispetto al disegno, solo per una migliore estetica.
I fori da sei vanno fatti solo da una parte, non occorre che siano passanti del tubo.



Il perno in bronzo che si inserisce all'interno del tubo porta strumento da una parte e dall'altra funge da perno di rotazione. Qui purtroppo occorre almeno un passaggio al tornio, fare il quadro di lima è possibile ma sconsiglio, occorre un'ottima manualità per realizzarlo. Lo si può fresare anche con il tornio, non è semplice ma possibile.
La quota “13” si riferisce alla lunghezza del filetto, il tratto rimanente rimane 10 mm di diametro.
Il foro diametro 8 è per la maniglia e i due pezzi, destro e sinistro, sono identici eccetto per questo foro.
Partendo da un diametro di barra da 25 mm va tornito a 23 mm così da ottenere il quadro senza spigoli evitando di doverlo riprendere al tornio.




Il quadro deve entrare nel tubo con minor gioco possibile, una rifinitura con lima e tela è consigliabile, il 17,8x17,8 prevede tre decimi di millimetro da aggiustare di lima con molta pazienza.
Dalla foto sopra si può notare un'incongruenza con il disegno del tubo riguardo la posizione dei fori da 6 mm, che sono posizionati molto vicino all'estremità del tubo rispetto alla foto. Ho corretto per lasciare più spazio all'eventuale posizionamento del foro da 8 mm per la maniglia.
I fori da M6 sul quadro non sono quotati nel posizionamento si vedrà più avanti come fare, mentre sul tubo il 6,5 mm è calcolato per una vite con testa brugola a bottone che ha un diametro standard di 11 mm.



Come detto gli spessori in bronzo su cui striscia l'alluminio possono essere sostituiti con comuni rondelle inox ottimizzando di conseguenza la lunghezza del tubo porta strumento.
Una delle due rondelle interne andrà adattata come spessore in modo da non avere gioco o forzatura quando si assembla il tutto. Occorre provare ad infilare il tutto tra i tubi 20x20 già montati su quello da 25, ovviamente con i perni inseriti passerà solo per una parte ma è sufficiente per capire da che parte correggere e quanto.
Per questo particolare che pare banale intervengono alcune variabili che difficilmente si riesce a prevedere.
Prima della verniciatura avevo montato quattro rondelle in bronzo, due interne e due esterne sul serraggio dei due dadi. Tutto filava a meraviglia, la sorpresa è arrivata dopo la verniciatura che cambiando il coefficiente d'attrito mi ha costretto a modificare l'accoppiamento utilizzando rondelle inox con frapposto del feltro per il lato dado ed inserire un sottile strato sempre di feltro sulle rondelle in bronzo per la parte interna.



In questo caso occorre navigare a vista, l'importante è che il movimento sia fluido poi quale sia il componente che scivola poco importa. Si poteva anche evitare di verniciare le parti a sfregamento, sicuramente la scelta migliore, ma nel mio caso addio test vernice.

Regards
Edited by Frank on Dec 27, 2016 at 07:06 AM

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Dec 25, 2016 06:35 AM (Total replies: 38)

Parte 2

Esecuzione:

Per cominciare meglio partire dalla parte più rognosa, la testa, senza la quale tutto il resto sarebbe solo un esercizio di traforo.



Niente di complicato ma occorre prestare attenzione all'accoppiamento dei due tubi verticali da 20x20 con il tubo da 25x25 orizzontale. La rigidità ottenuta con questo accoppiamento mi ha stupito ci ho provato per curiosità, non ci avrei scommesso una Lira.
In pratica si tratta di incastrare e quindi bloccare con viti i due tubi da 20 dentro quello da 25 tenendoli appoggiati a un lato di quest'ultimo per avere rigidità una volta serrate le viti e contemporaneamente sul fondo per mantenere il tutto in squadra.

Prima di procedere con i disegni qualche avvertenza.
Tutte le misure sono in millimetri, essendo tutte da realizzare per aggiustaggio mi pare inutile mettere tolleranze varie e decimali dove non necessario.
Le sezioni dei tubi a volte sono rappresentate come se si trattasse di barra solida per rendere meglio l'idea ma sempre tubi sono.
Quando mancano quote è perché sono ripetitive (es. fori) o ci si riferisce alla mezzaria.
Postando molte foto di corredo ai disegni non ho realizzato tutte le viste del pezzo ritenendo inutile tale lavoro.

Tubo orizzontale da 25x25 spessore 1,8:



La quota 13,4 è solo indicativa, occorre partire dallo spessore del tubo evitando di lasciare dei gradini che impedirebbero al tubo verticale di appoggiarsi in piano.

Tubo verticale da 20x20 spessore 1,4:



La quota “15” mm relativa al centro fori dove vanno i due perni se eseguita prima dell'accoppiamento sommerebbe parecchi errori che potrebbero portare ad un non corretto allineamento tra i due fori quindi meglio tracciarla per differenza partendo dal basso, appoggiando su una base piana in verticale i tubi assemblati e se fosse disponibile un truschino bene altrimenti con pazienza usando un calibro. Naturalmente che rimanga 14,5 piuttosto che 15, 5 non fa alcuna differenza, l'allineamento ha la “precedenza”.
Le quote relative ai fori da 5 mm di accoppiamento andranno verificate in funzione dello spessore dei tubi reperiti.

Ecco le foto esplicative dell'accoppiamento:






Questa è sicuramente la parte più delicata di tutta la costruzione, ho realizzato una delle due di lima, partendo da un foro da 16 centrato, per assicurarmi fosse possibile e lo è ma non essendo masochista per la seconda ho usato la fresatrice. Si può anche usare il metodo descritto nel pantografo precedente per realizzare il porta red dot.
Si tratta di realizzare la cava in modo che il tubo da 20x20 entri leggermente forzato cioè senza gioco assicurandosi che appoggi sia sul fondo che sul fianco.
Occorre armarsi di grande, grande, grandissima pazienza oppure passare alla fresatrice.
Anche i due fori da cinque dovranno essere molto precisi, li ho posizionati in modo che il dado posto all'interno lavori sul fianco del tubo cosi da rendere meno faticoso lo smonta e rimonta quando si prova.



Notare lo spostamento verso un lato nel tubo da 25x25 è questo appoggio che consente di avere una buona rigidità una volta serrate le viti con forza.



Ovviamente, come da foto sopra, il taglio del tubo da 20x20 dovrà essere perfettamente a 90° con il tubo stesso, pena impossibilità a mantenere la squadra tra i due tubi.
Alla prima verifica, una volta assemblati, tra tubi avevo una differenza di nove centesimi misurando la distanza tra i due tubi da 20 prima in alto e poi in basso.
Credo di aver avuto parecchia fortuna e sono convinto che mezzo millimetro sia un risultato accettabile. Una volta assemblata la squadra viene forzata dai dadi di registro o dalle rondelle in bronzo, se forza troppo sia in un senso che nell'altro la fluidità di rotazione ne risentirà.



La parte sotto, il foro da 16 corrispondente a quello quadro sopra da 20x20 è necessario per poter assemblare il tutto se fosse da 18 non guasterebbe. Infilare i dadi sulle viti non è facile.
Le viti sono lunghe ben oltre il necessario, quelle avevo, visto che ci stavano ho preferito non tagliarle. Non necessitano rondelle e forse manco ci starebbero oltre a complicare l'assemblaggio.
Regards
Edited by Frank on Dec 25, 2016 at 07:58 AM
Edited by Frank on Dec 31, 2016 at 02:14 PM

FORUM DI ASTRONOMIA PRATICA » Costruire un pantografo. Dec 23, 2016 05:42 AM (Total replies: 38)

Parte 1.

Buongiorno, in occasione dell'ultimo post ho fatto caso al numero delle letture di questo tread e rileggendo il tutto ho pensato che nonostante l'interesse, il costo stimato anche se evidentemente abbondante, abbia spaventato molti dal tentare la costruzione. In particolare il costo della testa influiva in maniera esagerata.
Avendo io per primo la necessità di un piccolo pantografo ultra portatile, ho provato a costruirne uno adatto a piccoli strumenti quali bino o cannocchiali di peso modesto e che si presti anche all'osservazione terrestre.
Oltre al peso che deve essere ridotto al minimo, l'ingombro e sopratutto la semplicità costruttiva testa inclusa, erano gli obbiettivi, naturalmente anche il costo.

Questo è il risultato:



Prima della verniciatura.



L'altro lato.



Non fate caso al colore bianco, ho usato questa vernice per testarla a sfregamento dovendola usare
per un altro lavoretto e questo mini pantografo si prestava ottimamente.
Ho optato per un mono braccio e fino 1,8 Kg di strumento non sembrano esserci problemi. Il condizionale è d'obbligo essendo in uso da meno di un mese ma la semplicità è tale che si può azzardare. Il test comunque continua.
Tutto è stato realizzato con tubo quadro da 20x20 e 25x25 quest'ultimo in due differenti spessori.
In solido sono solo i perni di rotazione.

Obbiettivo peso:
La testa incluso il perno di rotazione in bronzo/ottone (a seconda del disponibile, uno vale l'altro per questo impiego) è risultata di 0,6 Kg.
La parte leverismi cosi come la vedete in foto pesa 0,7 Kg.
Il contrappeso costruito in alluminio riempito di piombo pesa 1,7 Kg. Si potrebbe ridurre il peso bilanciando un unico strumento e ottimizzando la sporgenza del contrappeso.
Cioè più si accetta un maggiore ingombro e più si può ridurre il peso.
Il totale è di tre Kg e mi pare un buon risultato.
Da questo conto è escluso tutto il movimento di rotazione e aggancio al cavalletto, nel mio caso il peso è poco meno di un Kg ma molto dipende da come lo si vuole fare e dal cavalletto utilizzato. Si vedrà nell'ultima parte.
Ho stimato che si può ridurre di un ulteriore15% circa (contrappeso escluso) sforacchiando qua e là ma oltre ad essere poca cosa l'effetto estetico sarebbe ridicolo.

L'ingombro: come detto mono braccio con la parte contrappeso corta rispetto alla parte testa.
Questa scelta che pare di corto respiro è invece “risparmiosa” in misure. Una leva lunga rimane
lunga mentre un contrappeso di fortuna è facilmente reperibile ovunque, basta un sacchetto di plastica e dei sassi.
Ecco le misure:





La foto è un poco deformata ma garantisco che il metro è in linea con l'ingombro.






La costruzione: qui le cose non sono proprio limpide, ho provato diverse soluzioni per ridurre al minimo il ricorso a macchina utensile (Fresatrice e Tornio, considero il trapano come macchina comune in tutte le case). Quello che vedete sotto è il meglio che sono riuscito a fare.



Escludendo la parte di accoppiamento al cavalletto, di cui già detto, i componenti da lavorare a tornio e fresatrice sono solo due di cui uno è doppio.
Sono i tre in alto a sinistra, prima torniti e poi fresati quadri.
Escludo gli spessori (rondelle) in bronzo, si possono usare anche normali rondelle in inox. In questo caso occorre accettare che il diametro esterno non corrisponderà al quadro del tubo, questo è solo un problema estetico, mentre l'attrito tenderà ad incidere l'alluminio ma prima di avere problemi passerà molto tempo. Nel caso si opti per queste occorrerà tenerne conto modificando le misure in funzione dello spessore reperito.
Fine prima parte.
Tanti auguri di buone feste.
Edited by Frank on Dec 23, 2016 at 05:47 AM


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